Giappone, arriva il visto elettronico Jesta

Giappone, arriva il visto elettronico Jesta
11 Maggio 13:21 2026

Giappone chiama Jesta (Japan Electronic System for Travel Authorization). In arrivo nel Paese del Sol Levante il nuovo sistema elettronico obbligatorio di autorizzazione al viaggio, con introduzione prevista entro la fine dell’anno fiscale 2028.

La nuova procedura riguarderà i cittadini di oltre 70 Paesi attualmente esenti da visto per soggiorni di breve durata, tra cui l’Italia. Per questo Japanspecialist si prepara ad accompagnare i propri clienti in questo nuovo scenario, offrendo supporto informativo e operativo per affrontare correttamente le future pratiche di ingresso.

ANATOMIA DI JESTA

Jesta è una pre-autorizzazione digitale collegata direttamente al passaporto. Il costo previsto dovrebbe essere compreso tra 1500 e 3000 yen (tra gli 8 e i 16 euro), anche se i dettagli definitivi saranno confermati in prossimità del lancio.

Un dettaglio importante: non si tratterà di un visto tradizionale, ma un sistema di pre-screening, che consentirà alle autorità giapponesi di verificare in anticipo i dati dei viaggiatori prima dell’imbarco.

Tokyo

Si distinguerà quindi dal Japan eVisa, il visto elettronico destinato ai cittadini di specifici Paesi e territori che necessitano già oggi di un visto per entrare nel Paese per turismo.

Una volta in vigore, diventerà un requisito obbligatorio per l’ingresso in caso di turismo, trasferte di lavoro, brevi corsi di studio, visite a parenti o amici e transiti. In assenza di approvazione, non sarà possibile imbarcarsi su voli o crociere diretti in Giappone.

Tra gli elementi più rilevanti del nuovo sistema, il carattere individuale dell’autorizzazione: ogni viaggiatore dovrà disporre della propria approvazione Jesta, inclusi bambini e neonati, collegata al singolo passaporto. Non saranno quindi previste domande familiari o di gruppo.

I MOTIVI DELL’INTRODUZIONE

L’introduzione di Jesta si inserisce in una fase di forte crescita del turismo internazionale verso il Giappone. Dopo la riapertura post-pandemia, il Paese ha registrato un deciso incremento degli arrivi, raggiungendo 42,7 milioni di visitatori solo nel 2025.

In questo contesto il governo punta a rendere più efficienti i controlli, rafforzare la sicurezza alle frontiere e gestire in modo più strutturato i flussi turistici.

Allo stesso tempo, da diversi anni il Giappone sta progressivamente orientando la propria strategia verso un turismo più sostenibile e di maggiore qualità, come dimostrano misure già introdotte a livello locale per governare meglio l’impatto dei flussi: Kyoto, ad esempio, ha rafforzato la propria accommodation tax a partire dal 1° marzo 2026, collegandola esplicitamente sia alla promozione turistica sia alla gestione delle criticità legate al sovraffollamento.

Nella stessa direzione va anche la revisione delle tariffe di accesso in alcuni siti simbolo, come il Castello di Himeji, che dal 1° marzo 2026 ha aumentato il biglietto per i visitatori non residenti, portandolo da 1000 a 2500 yen (da 5,41 a 13,50 euro) a persona.

COME CAMBIA IL VAGGIO IN GIAPPONE

Jesta rappresenta quindi un cambiamento concreto nella preparazione di un viaggio in Giappone. Se fino a oggi l’accesso al Paese per molti viaggiatori europei era percepito come relativamente semplice sul piano documentale, con il nuovo sistema scatterà un passaggio preliminare obbligatorio che dovrà essere completato prima della partenza.

«Jesta – sottolinea Francesca Cagnoli, department manager di Japanspecialist Italia – introdurrà una nuova modalità di accesso al Giappone e renderà ancora più importante preparare il viaggio con attenzione, anche dal punto di vista documentale. Il nostro compito sarà accompagnare i viaggiatori in questo passaggio, fornendo supporto chiaro e aggiornato affinché possano affrontare le pratiche necessarie senza preoccupazioni».

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