Italia al centro della strategia Ue sulla competitività turistica

Italia al centro della strategia Ue sulla competitività turistica
01 Giugno 08:00 2026

Italia fulcro delle politiche del turismo europeo, che deve diventare più sostenibile, più resiliente e più competitivo. Queste in estrema sintesi le conclusioni adottate dal Consiglio d’Europa al termine dei lavori sulla “Competitività nel mondo dei servizi turistici” a fine maggio.

Le linee guida vanno dal sostegno della competitività del settore con una strategia europea stabile e coordinata al rafforzamento della digitalizzazione, con utilizzo dell’Ai.

Altri passaggi chiave indicano esplicitamente la necessità di investire in competenze e qualità del lavoro, migliorare la connettività e l’accessibilità dei territori, contrastare l’overtourism e distribuire meglio i flussi verso aree meno note.

E ancora: aumentare la resilienza del comparto rispetto a crisi geopolitiche, climatiche ed energetiche e promuovere l’Europa come destinazione sicura, sostenibile e inclusiva. Le conclusioni serviranno anche da base per la futura strategia Ue sul turismo sostenibile prevista dalla Commissione.

Al termine dei lavori il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, ha commentato: «L’Italia si posiziona in prima linea per il riconoscimento del ruolo strategico dell’industria turistica a livello europeo. Con l’adozione delle conclusioni del Consiglio d’Europa, “Costruire un turismo sostenibile e competitivo per il futuro”, emerge chiaramente l’importanza di politiche mirate alla gestione e alla sostenibilità dei flussi turistici nonché al rafforzamento dell’ecosistema del turismo».

«Le politiche pubbliche – ha detto ancora Mazzi – devono favorire una distribuzione più equilibrata del settore verso aree interne e meno conosciute, oltre a promuovere l’Europa come una destinazione stabile e sicura. Occorre un sostegno strutturale europeo al turismo per rafforzarne la competitività e per fronteggiare le crisi che con frequenza impattano sul comparto. Su questi aspetti l’Italia è già attivamente impegnata e può fungere da apripista per molte altre Nazioni europee».

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