D’altronde gli operatori lo avevano anticipato in pieno Giubileo: “L’anno buono per il turismo a Roma non è questo, perché gli stranieri non vengono per timore del caos. L’esperienza dice che è l’anno seguente che i numeri si alzano, come era già successo nel post Anno Santo del 2000“.
Detto, fatto. La Capitale – che comunque già nel 2025 ha totalizzato numeri importanti – fa sempre più rima con travel e nel 2026, segnala il Corriere della Sera, il giro d’affari potrebbe aggirarsi sui 15 miliardi.
Con un però grande come l’overtourism. Perché i ricavi crescono, ma gli arrivi sono senza soluzione di continuità e rischiano di soffocare la città in un abbraccio indigesto.
E ora anatomia di un trend di successo.
ARRIVI IN AUMENTO, MA CITTADINI IN AFFANNO
Il turismo 2026 a Roma è già decollato: nei primi mesi +3,8% di arrivi e più +2,8% di presenze. Bisogna però fare i conti con un sovraffollamento che va di pari passo con i numeri in salita e impatta soprattutto sul centro storico. Ma non solo, sottolinea il Corsera: “Traffico, viabilità e trasporti sono i primi a risentirne, con spostamenti sempre più difficoltosi per i residenti. La mole di turisti porta soldi, ma affatica la città e rischia di soffocarla in certi giorni con più eventi in calendario”.
L’effetto Giubileo, comunque, è vivo eccome e si porta dietro l’immagine di una Roma che ha cominciato a rinnovarsi, anche se il percorso è lungo e non semplice. Insieme alla crescita esponenziale di ricettività e ristorazione anche quella dei cosiddetti locali “mordi e fuggi“, che piano piano stanno sorgendo come funghi anche nei quartieri periferici. E i cittadini non fanno certo salti di gioia. Una dinamica che abbiamo imparato a conoscere con Barcellona, dove ogni tanto i turisti vengono bersagliati dalle pistole ad acqua.
In base ai dati di Sociometrica, citati dal quotidiano di via Solferino, “nel 2024 il valore generato dal turismo a Roma ha raggiunto la cifra record di 13,3 miliardi. Risultato dovuto a un aumento delle presenze dell’80% in dieci anni (2014-24)”.
Secondo i numeri Ebtl – ricordati dal vicepresidente della Camera di Commercio di Roma Filippo Tortoriello a margine della ricerca dell’Istituto Piepoli sulle prossime vacanze estive – «nel 2025 in città e provincia sono stati 27,7 milioni gli arrivi negli esercizi ricettivi, con un aumento del 3,6% sul 2024, mentre sono state 62,9 milioni le presenze turistiche, pari a +3,1% sul 2024».
URGE VALORE AGGIUNTO
Nonostante il delicato scenario internazionale, in primis nel Golfo, Roma continuerà a essere una delle mete più ricercate. Anche se, avverte il presidente della Camera di Commercio, Lorenzo Tagliavanti, «siamo di fronte a un viaggiatore profondamente prudente e informato. La sfida per l’estate non sarà solo attrarre più visitatori, ma trasmettere valori come accoglienza, qualità e sicurezza che rappresentano un vero valore aggiunto».
A far salire i decibel capitolini ha contribuito il settore alberghiero ai più alti livelli: nel 2024 Roma è stata seconda nel mondo solo a Londra – scrive il Corriere – “per nuove aperture di hotel extra lusso ed è previsto che nel 2026 ne apriranno altri 14. Non solo. Scenari Immobiliari stima che nel 2025 gli investimenti del comparto alberghiero sono nell’ordine dei 2,5 miliardi (+25% sul 2024). Numeri che confermano come nella Capitale stiano tornando i viaggiatori alto-spendenti e con loro notevoli ricadute economiche sulla città”.
E ancora: Veronica Pamio, vicepresidente Industria del Turismo e del Tempo libero di Unindustria annota: «A oggi non si registra un calo significativo delle prenotazioni provenienti dall’estero».
Insomma, Roma nun fa’ la stupida stasera. E “faje di’ de sì” (ai turisti). Ma senza esagerare.
Giornalista professionista, innamorato del suo lavoro, appassionato di Storia, Lettura, Cinema, Sport, Turismo e Viaggi. Inviato ai Giochi di Atene 2004
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