Maldive, no alla tassa sul turismo

Maldive, no alla tassa sul turismo
02 Ottobre 10:38 2026

“Le nuove disposizioni vanno abrogate, i tour operator non si iscriveranno al registro del Mira”. Non lasciano spazio a interpretazioni le due lettere spedite da Astoi Confindustria Viaggi al governo maldiviano, in relazione all’estensione della tassa sul turismo, in vigore dal primo ottobre. La prima è stata scritta il 7 settembre, la replica è del 25.

In sostanza, le Maldive hanno deciso di ampliare l’applicazione della Tourism goods and services tax (Tgst), con aliquota del 17%, anche ai prodotti inbound e ai relativi servizi di intermediazione e prenotazione forniti da operatori esteri, inclusi t.o., anche in assenza di una sede operativa stabile nel Paese.

Tour operator e player B2B internazionali devono quindi registrarsi presso la Mira (Maldives Inland Revenue Authority). In questo modo il balzello si applica direttamente alle commissioni e ai margini generati all’estero.

Il malcontento che serpeggia nel turismo organizzato è generale, tanto che è stata lanciata una petizione su Change.org che coinvolge anche il governo italiano.

“Impatto operativo ed economico insostenibile”

Nelle lettere scritte al presidente della Repubblica delle Maldive, Mohamed Muizzu, e al ministro del Turismo e dell’aviazione civile, Mohamed Ameen, e al Mira Astoi spiega per filo e per segno perché l’estensione del balzello è irricevibile

“La novità, introdotta con l’Ottavo Emendamento alla normativa sulla Gst (Goods and services tax) – si legge – determina per le imprese internazionali interessate nuovi obblighi fiscali e amministrativi e un impatto operativo ed economico insostenibile. Per i Tour Operator italiani la questione assume un peso significativo anche alla luce dell’importanza della destinazione: l’Italia è il terzo mercato e muove circa 153.000 passeggeri l’anno, la maggior parte dei quali acquista la propria vacanza proprio attraverso il canale del turismo organizzato”.

I temi nel dettaglio

1) Assenza di un quadro operativo e onerosità dell’adempimento

“Alcuni aspetti essenziali del nuovo regime rimangono ancora non definiti. La nuova normativa impone alle imprese non residenti obblighi immediati di registrazione, rendicontazione, fatturazione e pagamento delle imposte, senza fornire il quadro normativo, operativo e amministrativo necessario per consentire l’adempimento di tali obblighi. Per un tour operator internazionale l’adempimento richiede attività molto onerose, come l’integrazione nei propri sistemi di procedure specifiche per individuare le transazioni rilevanti, ricostruirne gli elementi, documentarne il trattamento fiscale e rendere disponibili le informazioni (anche in lingue diverse) in caso di eventuali verifiche”.

2) Difficoltà nella determinazione del valore imponibile

“I tour operator vendono pacchetti che combinano servizi turistici forniti alle Maldive con servizi forniti in altre giurisdizioni, tra cui voli internazionali, prodotti assicurativi, trasferimenti, servizi accessori e altre componenti del viaggio. La guida del Mira prevede che le componenti non riconducibili al prodotto turistico inbound, vengano escluse dal relativo trattamento; tale attività è particolarmente complessa e richiede agli operatori di individuare e documentare nel dettaglio le diverse componenti della vendita e di allocarle correttamente secondo le categorie richieste dal nuovo regime, che differiscono peraltro da quelle utilizzate nei sistemi degli operatori”.

3) Molteplicità di player nella catena distributiva

“La vendita di un prodotto delle Maldive può coinvolgere, a seconda del modello commerciale, resort, tour operator, grossisti, Banche letti, agenzie di viaggi, Ota, Dmc e altri intermediari. La presenza di più soggetti nella catena distributiva aiuta a comprendere, in modo chiaro e coerente, come le norme debbano essere applicate quando la stessa transazione coinvolge più livelli. In questi casi si rischia un trattamento difforme tra soggetti che operano in modi diversi e si determina un doppio o triplo pagamento della Gst, a seconda degli intermediari coinvolti”.

4) Tempistica di attuazione e impegni commerciali già assunti

“La data di entrata in vigore della Goods and services tax è stata fissata al 1° ottobre 2026. Tuttavia i tour operator hanno già negoziato contratti, pubblicato prezzi, assicurato disponibilità, distribuito prodotti attraverso i propri canali di vendita e accettato prenotazioni dei clienti per la prossima stagione turistica, sulla base del quadro normativo esistente prima dell’adozione dell’Emendamento. La Guida del Mira ha chiarito che una transazione conclusa prima del 1° ottobre può essere soggetta a Gst qualora a fornitura ricada in tale data o in seguito. Sarebbe stato invece auspicabile fare riferimento ai contratti conclusi dopo il 1° ottobre, per evitare rilevanti conseguenze sulle attività commerciali già in corso”.

5) Impatto economico e sulla competitività

“È stato sottolineato che l’aumento dei costi e la maggiore complessità nella vendita della destinazione, unite all’incertezza normativa, influenzeranno la pianificazione dei prodotti, le decisioni di investimento e le attività promozionali dei tour operator e produrranno, nel tempo, conseguenze estremamente negative per l’intera economia turistica locale. Ancora più grave è che un ricavo, fatturato all’estero e già sottoposto ad un’imposizione fiscale nel Paese nel quale si realizza, debba essere tassato anche in un altro Paese. In nessun’altra destinazione del mondo esiste una tassa così strutturata, che crea una situazione altrettanto paradossale e ingiusta. La percentuale della tassazione è persino più alta del margine operativo lordo che normalmente i t.o. conseguono. Anche per questa ragione quasi tutti gli operatori associati ad Astoi si sono rifiutati di iscriversi al registro Gst volendo manifestare, in questo modo, il pieno dissenso verso questa nuova normativa”.

Conclusioni

Quindi Astoi tira le somme: “Alla luce delle criticità evidenziate, abbiamo chiesto alle Autorità maldiviane di valutare l’abrogazione delle disposizioni che hanno esteso il regime Gst ai soggetti non residenti o, quantomeno, di riconsiderare modalità e tempistiche di attuazione.

“La combinazione tra l’incompletezza delle disposizioni attuative e l’assenza di metodologie chiare per la determinazione del valore imponibile – si legge ancora nella nota ufficiale – crea una situazione nella quale l’adempimento diviene ragionevolmente irrealizzabile ed è per questo che Astoi ha comunicato alle Autorità maldiviane che i tour operator, nelle attuali circostanze, saranno impossibilitati ad iscriversi al registro Gst del Mira”

Astoi, comunque, “auspica che le istituzioni maldiviane ripristinino quanto prima le condizioni che consentono agli operatori italiani di continuare a programmare e vendere la destinazione in modo stabile e sostenibile”.

La petizione

Ma non è solo Astoi a muoversi. In seguito all’inchiesta pubblicata dalla testata Maldives Independent (“A revolt from Europe to Moscow as Maldives taxes the world’s travel agents”) – che evidenzia come diversi operatori abbiano già rilasciato gli allotment e congelato le nuove vendite – è stata lanciata la petizione bilingue rivolta al governo maldiviano, al ministero del Turismo italiano e alle autorità europee: Protect Foreign Travel Trade Commissions from Maldives Tgst.

L’iniziativa, in sostanza, denuncia la palese violazione dei principi Omc (Organizzazione mondiale del commercio)/ Gats (General Agreement on Trade in Services) e delle direttive Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico)sulla stabile organizzazione.

Per questo si sollecita l’immediata sospensione dell’obbligo di registrazione estera per i tour operator non residenti, chiedendo l’intervento diplomatico del governo italiano a tutela delle Pmi nazionali.

Partner internazionali preoccupati

I partner commerciali internazionali e le associazioni di categoria (per esempio Matato a livello locale e grandi network europei e britannici come Abta) hanno espresso profonda preoccupazione.

Ecco i punti centrali sollevati dal settore turistico B2B:

– gli operatori non sono contrari al diritto delle Maldive di tassare i servizi consumati sul posto, ma contestano la tassazione di attività e margini commerciali prodotti interamente in Europa o in altri Paesi di origine, già soggetti ai rispettivi regimi fiscali nazionali;

– la normativa definitiva è stata pubblicata il 21 settembre 2026, lasciando pochissimi giorni di preavviso prima dell’entrata in vigore. Molti pacchetti vacanza erano già stati venduti e prezzati mesi prima senza includere il balzello;

– la critica riuguarda anche l’obbligo di iscrizione al portale Mira per qualsiasi intermediario, indipendentemente dal volume d’affari o dalle dimensioni dell’agenzia.

L’ultimatum dei t.o.

Molti tour operator europei e russi hanno lanciato un ultimatum: se la misura non verrà rivista o posticipata, potrebbero ridurre drasticamente la promozione delle Maldive a favore di destinazioni alternative (Seychelles, Zanzibar o Caraibi) a causa dell’improvviso aumento dei costi e delle complicazioni burocratiche.

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L'Autore

Fabrizio Condò
Fabrizio Condò

Giornalista professionista, innamorato del suo lavoro, appassionato di Storia, Lettura, Cinema, Sport, Turismo e Viaggi. Inviato ai Giochi di Atene 2004

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