Porte aperte in Italia, chiuse in Europa. Terravision – società italiana specializzata nella gestione di servizi di transfer aeroportuale – accende i riflettori sulle asimmetrie della concorrenza transfrontaliera e sul monopolio dello scalo Bruxelles-Charleroi. Così il presidente, Giovanni Fabi, ha scritto al sindaco di Milano Giuseppe Sala, al governatore lombardo Attilio Fontana, al ministro dei Trasporti Matteo Salvini e al vicepresidente della Commissione trasporti e turismo del Parlamento europeo, Matteo Ricci.
Il tema è la futura gestione degli stalli per i servizi di linea aeroportuale presso la Stazione centrale di Milano, aperti alla concorrenza di marchi esteri come Flibco, e la chiusura totale che invece Terravision ha ricevuto dall’aereoporto belga.
“Perché – chiede Fabi nella lettera – i principi di trasparenza, non discriminazione e parità d’accesso invocati e applicati a Milano non valgono anche quando un’impresa italiana chiede di poter competere in un altro Stato dell’Ue?”.
Ogni giorno Terravision Electric trasporta migliaia di passeggeri, con una flotta di oltre 40 bus in Italia, più di 300 partenze al giorno, 220 fra dipendenti e collaboratori. Fra i collegamenti principali, quelli fra Roma Termini con Roma Fiumicino/Roma Ciampino e Milano Centrale con Bergamo Orio al Serio e Milano Malpensa.
Fin dal 2006 Terravision ha manifestato formalmente il proprio interesse a offrire collegamenti da e per l’aereoporto Bruxelles-Charleroi, chiedendo la possibilità di disporre di un semplice stallo, simile a quelli ottenuti da Flibtravel negli aeroporti di Orio al Serio e Malpensa. Il gestore dello scalo Bsca ha però risposto di aver affidato la sub-concessione a Flibco fino al 2034.
“Le concessioni pubbliche non possono durare più di 12 anni – sottolinea Fabi – va fatta una verifica rispetto all’avviso di concessione pubblicato in Gazzetta Ufficiale Ue. Questo monopolio non crea un disagio solo a noi, ma anche all’utenza che si trova a fronteggiare tariffe superiori ai 20 euro per una tratta di circa 60 chilometri, a fronte dei prezzi dimezzati di 10 euro praticati da Terravision in un mercato multi-operatore come quello lombardo. Non intendiamo limitare la competizione, ma evitare che i vantaggi economici si trasformino in una leva di alterazione competitiva nei mercati aperti”.
“Terravision – conclude Fabi – non vuole alzare barriere protezionistiche, ma chiede solo regole trasparenti, oggettive e uguali per tutti. Perché la libertà d’impresa e la tutela dei passeggeri siano una realtà da Bruxelles a Milano”.


