Affitti brevi, risorge il ddl, Santanchè: «Giusto se ne occupi il Parlamento»

29 Settembre 12:28 2023 Stampa questo articolo

Sepolto e resuscitato nel giro di tre giorni. “Sparito” dall’Odg di due Consigli di ministri di fila – lunedì 25 e mercoledì 27 settembre – il provvedimento sugli affitti brevi targato Santanchè cambia ancora pelle e da Decreto Legge torna a essere un Disegno di Legge, dopo i mugugni della Lega. Un provvedimento annunciato in primavera e accolto da applausi e fischi, a seconda dei punti di vista, che giovedì 28 settembre, è tornato alla luce del sole per mano della sua stessa creatrice: Daniela Santanchè, appunto.

Ospite di Rds, il ministro del Turismo ha infatti confermato che la misura contenente nuove norme sul settore è ufficialmente un ddl: «È un provvedimento di buon senso, trovo sia giusto che se ne occupi il Parlamento e che ci sia un dibattito – ha osservato la Santanchè – Sugli affitti brevi ho fatto vari incontri con le associazioni di categoria, i sindaci delle città metropolitane, gli assessori al Turismo: è una materia molto complicata che noi vogliamo regolamentare ma non criminalizzare, perché riteniamo che la proprietà privata sia sacra».

Le critiche non sono state poche, ma la Santanchè rivendica il fatto di aver sempre condiviso ciò che è stato proposto. «Poi, naturalmente, non tutti possono essere contenti – osserva – Credo che l’elemento principale sia questo Cin, Codice identificativo nazionale, parlante, che sostituirà quello delle Regioni, perché “dobbiamo” uniformare le regole. Altrimenti rischiamo in termini di afflusso turistico, perché ogni Comune e Regione ha regole diverse. Il Cin parlante però è necessario, anche per sapere quante sono le stanze a disposizione e i posti letto».

Il ddl si fonda anche su un altro principio, spiega la titolare del Mitur. «L’altro cardine è che fino a due case è giusto che si abbia la cedolare secca, perché vuol dire aiutarsi nel reddito, magari per far studiare i figli come più si ritiene opportuno. Ma dalla terza casa in su è giusto adeguarsi alle regole, quindi anche alla tassazione, per le imprese. Io penso sia una cosa di buon senso».

Sulle barricate sono salite le associazioni del mondo immobiliare e turistico, che hanno bocciato l’ultima bozza del testo, definito in molte sue parti «contrario ai principi costituzionali». Favorevoli invece Confindustria Alberghi, Federturismo e Asshotel. Ma siamo solo al primo round.

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L'Autore

Fabrizio Condò
Fabrizio Condò

Giornalista professionista, innamorato del suo lavoro, appassionato di Storia, Lettura, Cinema, Sport, Turismo e Viaggi. Inviato ai Giochi di Atene 2004

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