Piange Garbatella e tutta Roma in questo giorno di Pasquetta. Andrea Ferretti, il nostro grafico, è morto. Aveva 56 anni compiuti il primo aprile. Lo stesso giorno che, per recuperare un pallone, è caduto da un muretto. Lui che aveva scalato e ridisceso indenne le montagne di una malattia feroce.
Noi tutti, perciò, oggi siamo in lutto. Straziati per aver perso, non solo un collega, ma un uomo astratto e favoloso, capace di tirare fuori con una disinvoltura fuori dal comune l’essenza di chiunque gli capitasse a tiro.
È stato il mio balordo partner in crime nel restyling del giornale, tra le imprese più ardite di questa nuova era de L’Agenzia di Viaggi Magazine. È stato il vero collante della redazione con i suoi nomignoli – Biscottino, Carlo, 456, Core Mio – così giusti per ciascuno di noi. È stato il più goliardico compagno di colazioni da Ciampini e cene a Tre de Tutto e l’irrefrenabile promotore di scorribande in chat, che ho sempre cercato di arginare ma che oggi comprendo e rimpiango.
Per questo, per la sua energia pazzesca e per i suoi modi un po’ sgangherati, Andrea ci ha spaccato il cuore ben prima di andarsene. Persone così – rare, rarissime – riempiono l’esistenza di chi le incontra, per poi lasciare voragini tanto profonde da maledire il giorno che le hai incontrate.
Per te, Andrea, percorreremo insieme qualche miglio di via Francigena. Si era detto e si farà. Rivolgeremo sempre un pensiero d’amore alla tua compagna Antonella e ai tuoi meravigliosi figli. E non rimuoveremo mai da quella parete di via Tacito le tue massime.
Una su tutte: “Che ce devo fa’ col timone?”. Gnente, Andrè, avevi ragione tu: è col “core” che si fa il giornale, col timone ora come ora nun ce famo gnente.
Per sempre tuoi,
Roberta e tutto il team de L’Agenzia di Viaggi Magazine


