Federagit Confesercenti boccia la legge sulle guide: «Porta aperta all’abusivismo»

Federagit Confesercenti boccia la legge sulle guide: «Porta aperta all’abusivismo»
30 Ottobre 07:00 2023 Stampa questo articolo

Pollice verso di Federagit Confesercenti verso la legge sulle guide. «Lascia la porta aperta all’abusivismo, era partita con un altro spirito: chiediamo al ministro del Turismo, Daniela Santanchè, di intervenire, così si crea una breccia nel sistema», attacca la presidente nazionale Micol Caramello.

La disposizione permette l’esercizio della professione senza i requisiti se su base temporanea e occasionale e in caso di aperture straordinarie, organizzate da persone giuridiche ed enti del terzo settore, di siti non qualificabili come istituti o luoghi di cultura. E questo va di traverso a Caramello: «Solo chi è in possesso dei requisiti previsti dalla legge può esercitare la professione di guida turistica. Introdurre eccezioni vuol dire vanificare l’obiettivo, che è quello di tutelare dall’abusivismo i turisti e di qualificare l’offerta dei professionisti abilitati».

«Questa legge – prosegue – doveva essere l’occasione per tracciare, finalmente, un percorso chiaro per consentire l’esercizio della professione soltanto a soggetti adeguatamente formati, mentre si lascia aperta la porta all’abusivismo e agli interessi economici di gestori museali e piattaforme web. Un’eccezione di tale portata, infatti, di cui non è chiara la ratio né la finalità, pone in discussione gli stessi principi cui si ispira la legge. Si darebbe a quei soggetti che, approfittando del vuoto normativo, hanno esercitato abusivamente la professione, la possibilità di rientrare nell’eccezione».

E questo non è l’unico problema, sottolinea Caramello: «Così com’è la legge non ci soddisfa affatto, soprattutto in alcuni punti essenziali concordati con il ministro negli incontri con le associazioni delle guide e le Regioni. Ad esempio, la norma sul volontariato, senza limiti precisi, non è gestibile. Così come inserire il tirocinio invece di prevedere una prova attitudinale o un esame per riconoscere le guide estere, ma è ancora più grave non riconoscere, tra le finalità della visita guidata, anche lo scopo didattico. Le visite didattiche costituiscono una parte rilevante del lavoro delle guide e il rischio è che siano escluse dai musei come già in diversi casi è successo in questi ultimi anni».

«Chiediamo dunque al ministro Santanchè – conclude Caramello – di intervenire, affinché venga ripristinato lo spirito originario della legge, quello già discusso e mediato nei vari incontri tra i rappresentanti della categoria, le Regioni e lo stesso Mitur».

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