Quiete dopo la tempesta sui binari: Stefano Donnarumma resta a bordo dei treni Fs. Sono state smentite dallo stesso amministratore delegato del Gruppo le voci di una sua sostituzione, al termine di un incontro al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti voluto dal ministro Matteo Salvini a seguito delle recenti polemiche legate ai ritardi che hanno fortemente penalizzato la viabilità ferroviaria lungo la penisola.
L’ad di Fs ha consegnato al ministro un dossier nel quale sono state illustrate nel dettaglio le principali cause dei disservizi: dai furti di rame ai ripetuti sabotaggi che hanno danneggiato anche tratti della rete dell’Alta velocità, provocando disagi a migliaia di passeggeri.
A seguito dell’incontro, il Mit ha diffuso una nota ufficiale nella quale vien fatto il punto della situazione: “Dai dati presentati si evince che manomissioni della rete, furti di rame, che solo nei primi mesi di quest’anno hanno provocato il ritardo di 600 treni, e guasti di convogli di altre compagnie ferroviarie, sono state tra le principali cause di ritardo. Ma nonostante questo e il record di 1.300 cantieri attivi, il trend di puntualità a giugno di quest’anno (76%) è in netto miglioramento rispetto allo stesso mese del 2025 (69%) e del 2024 (70%). Per l’estate è previsto un potenziamento dei presidi operativi per il monitoraggio della circolazione e la gestione delle criticità”.
Subito dopo la riunione, agli organi di stampa Donnarumma si è limitato a commentare «La riunione è andata molto bene, il ministro era assolutamente sereno, voleva sapere da noi tutte le informazioni, abbiamo lasciato un dettaglio di tutte le attività e non si è parlato di altro». Un esplicito riferimento alle indiscrezioni circolate nei giorni scorsi su presunte tensioni con Salvini che peraltro, insieme alla premier Giorgia Meloni, aveva fortemente voluto Donnarumma ai vertici del Gruppo Fs.
Giornalista, esperto di travel industry, docente di Comunicazione turistica. Appassionato di musica e viaggi on the road.
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