Niente più ombrelloni, invasione di lettini, musica a tutto volume, chioschi e bar in 251 spiagge della Grecia. È l’ultima risposta all’overtourism del Paese all’invasioni di turisti poco rispettosi in luoghi con ecosistemi delicati e da proteggere.
I ministeri dell’Ambiente e dell’Economia hanno pubblicato, con una decisione congiunta, la lista aggiornata delle spiagge incontaminate, rispetto alle 238 già presenti nell’elenco. Arenili in cui è vietato qualsiasi intervento umano che possa mettere a rischio il valore ecologico del litorale.
I DETTAGLI DEL PROVVEDIMENTO
Il provvedimento vieta in modo esplicito il noleggio di attrezzature balneari, l’apertura di bar e taverne, l’installazione di impianti per la diffusione di musica e l’organizzazione di eventi. La stretta impedisce, inoltre, l’accesso al mare con veicoli a motore e vieta la costruzione di nuove strutture turistiche. L’intervento legislativo è stato studiato per ripristinare un modello di fruizione costiera incentrato sul rispetto della morfologia naturale, sul silenzio e sul relax.
I divieti coinvolgeranno molte spiagge della Grecia continentale, ma anche le isole più note. Tra queste Creta, dove la misura sarà attiva sui lidi più frequentati, come Balos, Elafonissi, Falassarna e Gavdos.
Nelle Cicladi le località interessate saranno sette spiagge di Naxos, 11 litorali tra Folegandros, Sikinos e Syros, e tutte le isole delle Piccole Cicladi.
Coinvolte diverse spiagge del Dodecaneso – 13 protette a Karpatos e sei tra Kalymnos e Astipalea – e nel Mar Ionio, includendo diverse località costiere di Lefkada e Zante.
LOTTA ALL’OVERTOURISM NECESSARIA
Nel corso del 2025 la Grecia ha registrato l’arrivo di circa 35 milioni di turisti, un flusso sempre più difficile da governare per arginarne gli effetti collaterali.
Diverse le misure adottate dal governo e dalle autorità locali per difendere le aree più frequentate, come Santorini e Mykonos, dove, a partire dallo scorso anno, sono state introdotte tasse di sbarco di 20 euro a persona per tutti i passeggeri in arrivo a bordo delle navi da crociera.
Ad Atene il nuovo sindaco Haris Doukas, per frenare l’invasione incontrollata di turisti, sta valutando il congelamento delle nuove licenze alberghiere ed è intenzionato a porre ulteriori limiti agli affitti brevi già bloccati in alcune aree del centro.
MAGLIA NERA PER L’ITALIA
Nel nostro Paese, secondo gli ultimi dati dell’Ispra e di Legambiente, le aree occupate dagli stabilimenti sono il 33% sul 41% delle coste sabbioso e adatto alla balneazione. Quindi, guardando solo alle spiagge realmente frequentabili, la percentuale è molto alta: in alcune regioni come Liguria, Emilia-Romagna e Campania si tocca il 70%.
Per fare un confronto con il resto dell’Europa mediterranea, in Grecia, solo il 15% delle spiagge è privatizzato, in Croazia e Portogallo appena il 5%, in Francia e Spagna il 2%. Peggio di noi solo l’Ungheria, con il 100% delle rive lacustri privatizzate.



