Boeing sul tavolo Trump-Xi Jinping

Boeing sul tavolo Trump-Xi Jinping
22 Settembre 12:42 2026

Boeing in salsa cinese. È una delle portate principali del menù al tavolo di Washington, dove giovedì 24 settembre si accomoderanno il presidente americano Donald Trump e il suo omologo di Pechino, Xi Jinping.

Un dossier, quello sul colosso aerospaziale Usa, non banale, perché gli ordini cinesi per i velivoli made in Seattle restano fermi ai 200 «grandi aerei» annunciati dal capo della Casa Bianca durante la sua ultima visita in Cina, lo scorso maggio. L’intesa, però, non aveva mantenuto le attese della vigilia e, da quello che si sussurra, neppure stavolta ci sarebbero le premesse per una maxi-commessa. Come spiega il Sole 24 Ore, appare “più probabile, secondo le indicazioni del management di Boeing, un incremento degli ordini.

La cautela di Ortberg

Ecco perché, forte dell’esperienza precedente, il ceo di Boeing, Robert Kelly Ortberg è rimasto prudente durante un incontro con gli analisti che si è svolto la scorsa settimana. Anche se, ovviamente, l’obiettivo resta il ritorno a una “posizione più solida” nel mercato cinese, per recuperare terreno nel secondo mercato mondiale dell’aviazione commerciale.

Anche perché, e anche di questo si occupa il dossier, il processo di risanamento, avviato dalla dieta imposta da Orberg dopo l’annus horribilis 2024, non è ancora andato a dama.

“Le prospettive, sottolinea ancora il Sole 24 Ore, sono condizionate da una produzione ancora lenta e da nuovi ritardi industriali, a partire dal programma 777X“: l’obiettivo è far partire le prime consegne nel 2027, ma alcune attività di collaudo potrebbero andare oltre. Il problema maggiore è la certificazione di alcuni componenti del motore Ge9X, prodotto da Ge Aerospace, che, nota Ortberg, potrebbe creare «qualche difficoltà da qui alla fine dell’anno e comportare uno slittamento di parte dei test nel 2027».

E così sono sette gli anni di ritardo, rispetto alla tabella di marcia, accumulati dal 777X, il nuovo wide-body destinato al lungo raggio. Inizialmente il debutto era previsto addirittura per il 2020.

Sulla situazione globale pesano anche i programmi 737 e 787, con consegne a rilento rispetto alle attese. La produzione del 737 Max sta richiedendo più tempo del previsto per stabilizzarsi al ritmo di 47 aerei al mese, complice la produzione interna delle ali. L’obiettivo di lungo periodo è di aumentare la cadenza fino a 63 prototipi al mese, senza dimenticare che a maggio la Federal Aviation Administration (Faa) aveva autorizzato Boeing ad aumentare la produzione fino a 47 unità mensili.

Anche il 737 Max 10 è considerato un modello strategico per Boeing, tanto che Ortberg si attendee la certificazione «molto presto». Il modello, nelle intenzioni, dovrà competere con l’Airbus A321neo, “punta di diamante – ricorda ancora il Sole 24 Ore – del costruttore europeo nel segmento degli aerei a corridoio singolo di maggiore capacità”.

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L'Autore

Fabrizio Condò
Fabrizio Condò

Giornalista professionista, innamorato del suo lavoro, appassionato di Storia, Lettura, Cinema, Sport, Turismo e Viaggi. Inviato ai Giochi di Atene 2004

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