Cina verso un maxi ordine a Boeing

Cina verso un maxi ordine a Boeing
14 Maggio 11:36 2026

Una maxi commessa dalla Cina per dare nuova linfa alla rincorsa ad Airbus. C’è anche il ceo di Boeing, Robert Kelly Ortberg, al seguito di Donald Trump nella missione a Pechino, che, avrebbe acconsentito a un ordine di circa 200 aeromobili Usa, nell’ambito di un più vasto accordo politico-commerciale.

Una spinta formidabile per il colosso americano che, nonostante il recente recupero, resta indietro rispetto alla rivale europea, che al 30 aprile aveva già ricevuto 405 ordini netti. Ad aprile Boeing ne ha raccolti 135, quasi eguagliando il totale registrato nei primi tre mesi del 2026.

Complessivamente, nei primi quattro mesi dell’anno, il gruppo di Seattle ha totalizzato 284 nuovi ordini, al netto di cancellazioni e conversioni: è il dato migliore per questo periodo dal 2014.

Anche sul fronte delle consegne, però, Airbus resta in vantaggio: 67 aerei ad aprile contro i 47 di Boeing, appena uno in più rispetto a marzo. Le consegne rappresentano un indicatore cruciale per gli investitori, poiché coincidono con il momento in cui i clienti versano la quota più consistente del pagamento di un nuovo velivolo.

Tra gli ordini più recenti spicca quello annunciato da Lufthansa, che acquisterà 20 nuovi aerei a lungo raggio, suddivisi equamente tra le due case costruttrici, per un valore di listino complessivo di 7,7 miliardi di dollari. Il consiglio di sorveglianza del gruppo tedesco ha approvato l’acquisto di dieci Airbus A350-900 e dieci Boeing 787-9, con consegne previste tra il 2032 e il 2034.

Ma ora la maxi commessa cinese potrebbe sparigliare le carte, perché consentirebbe alle compagnie aeree del gigante asiatico di rafforzare rapidamente le proprie flotte. Per Ortberg la missione al seguito di Trump «rappresenta un’opportunità importante» che testimonia tra l’altro la distensione del rapporto tra il presidente Usa e il costruttore rispetto al passato. L’inquilino della Casa Bianca aveva infatti criticato apertamente Boeing per i ritardi del nuovo Air Force One, arrivando persino a chiedere a Elon Musk di valutare il progetto.

Di fatto, per Trump (e non solo) gli ordini di aeromobili sono anche uno strumento di diplomazia economica e commerciale.

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