Torna il sereno nell’incoming. Dopo la doccia fredda di maggio con le prenotazioni al palo, il mese di giugno sta dando segnali rassicuranti, soprattutto nelle città d’arte, a riprova del primato del turismo culturale, come evidenziato dal ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi.
Mazzi è intervenuto all’evento “L’arte fuori dal museo” con la presentazione del reperto archeologico del “Frontone del Tritone“, risalente al II secolo d.c. ed esposto nella hall del Bernini Bristol (Sina Hotels) di Roma.
Un ritrovato ottimismo condiviso dal sottosegretario alla Cultura, Lucia Borgonzoni, e dal padrone di casa Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, che ha aggiunto: «Ora siamo soddisfatti dell’andamento stagionale, dopo aver avuto crescenti preoccupazioni perché a maggio le prenotazioni si erano praticamente fermate, soprattutto dal Nord America (Usa e Canada), che per noi rappresenta un bacino molto importante. Oggi le richieste sono riprese a ritmo sostenuto e possiamo dire di essere tornati nella normalità».
«Certamente – ha osservato Bocca – abbiamo recuperato, anche se in parte, il ritardo di marzo e aprile e questo dimostra ancora una volta la resilienza e la rapida reattività del settore dei viaggi di fronte ai venti di guerra e alle altre instabilità socio-economiche».
Ottimi i riscontri del booking anche dopo i picchi di agosto: «Stiamo avendo segnali molto confortanti per settembre e ottobre che sono mesi d’oro, molto importanti per le città d’arte, con un volume di prenotazioni molto brillante. Siamo ottimisti, ma ovviamente tutto dipende dalla tregua in atto: se ci sarà una sua auspicata tenuta».
Buone notizie anche dai mercati europei: «Stiamo riscontrando – ha concluso Bocca – un buon andamento di richieste dal Regno Unito e dalla Francia, mentre stenta ancora la Germania, per motivi legati soprattutto a una situazione economica che non favorisce la spesa turistica dei tedeschi. Ma la sorpresa più rilevante e confortante è la buona risposta del mercato domestico, a riprova che gli italiani, dopo la pausa forzata della pandemia, hanno ripreso a fare turismo. Per quanto riguarda l’anno in corso le previsioni stimano che nel 90% dei casi i nostri connazionali trascorreranno le loro vacanze nel nostro Paese. Un dato quest’ultimo non certo marginale».



