Alitalia addio. «Il marchio non tornerà in vita», ha annunciato Joerg Eberhart, amministratore delegato e direttore generale di Ita Airways, in una lunga intervista a la Repubblica. Un passo indietro rispetto alle rassicurazioni iniziali al momento dell’ingresso di Ita in Lufthansa.
Eberhart, infatti, è stato categorico, dopo aver espresso l’auspicio che il 10% rimanga nella mani del governo italiano, anche se Lufthansa già questo mese potrebbe acquisire il 90% del controllo della compagnia e rilevare l’ultima fetta entro il 2033
Certe iconiche identità come la “A” tricolore potrebbero comunque essere sfruttate nel posizionare il brand di Ita nel panorama del sempre più agguerrito trasporto aereo europeo.
FIUMICINO CHIAMA CIVITAVECCHIA
Intanto l’asse Fiumicino-Civitavecchia è uno dei punti di forza di Ita per la vicenda del jet fuel. «In questo modo– spiega l’ad di Ita – è più facile vere cherosene». Non è soltanto il porto industriale più vicino a Roma – osserva il quotidiano – ma diventa anche una piccola assicurazione sulla vita della compagnia aerea.
Il problema dell’approvvigionamento di cherosene, legato al perdurare della crisi internazionale, viene infatti neutralizzato sfruttando la prossimità tra il “Leonardo da Vinci”, hub principale di Ita, e il porto di Civitavecchia. Una vicinanza che avvantaggia la compagnia nell’acquisizione di jet fuel rispetto agli altri vettori del Gruppo Lufthansa, come Swiss a Zurigo, Lufthansa a Francoforte, Austrian a Vienna.
Non solo. Ita è diventata “operatore carburante” e può acquistare direttamente il jet fuel dal Nord Africa e dalla Norvegia, senza gli oneri degli intermediari.
FLOTTA E ROTTE
Eberhart conferma che, al momento, ci sono 18 velivoli (Airbus A220, A320 e A321) fermi per problemi legati ai motori Pratt & Whitney, ovvero gli aerei che solitamente vengono impiegati per le rotte di corto e medio raggio.
Da qui una strategia che gli attuali vertici di Ita hanno già rappresentato al Gruppo Lh, impegnarsi nell’operare le rotte intercontinentali – tra le più redditizie – attraverso un potenziamento della flotta, con l’acquisizione di 7 aeromobili widebody (portandoli dagli attuali 23 a quota 30), preferibilmente A350-900, che presentano un’autonomia ottimale. Macchine già acquistate dal Gruppo Lufthansa con ordini fermi da qui al 2033.
La pianificazione di sviluppo del network poggia sull’hub di Fiumicino, l’altro punto di forza di Ita: lo scalo vanta una crescita superiore alla media europea, con ottime prospettive su scali in Estremo Oriente, in particolare sul Giappone, che tra l’altro rappresenta una destinazione di punta del turismo outgoing italiano. E ora fari puntati su Osaka come possibile destinazione nei prossimi cinque anni.
Sul fronte americano, invece, resta viva l’ipotesi Newark.



