Mazzi, i primi due mesi nell’arena del travel

Mazzi, i primi due mesi nell’arena del travel
17 Giugno 07:00 2026

In cerca dell’acuto vincente. Quasi un passaggio obbligato per un veronese doc come Gianmarco Mazzi, figlio dell’Arena dal punto di vista artistico e professionale. Il cambio di scenario, dall’eleganza del Liston alla storia di Villa Ada, non ha comportato solo un cambio di abitudini, ma un aumento delle responsabilità, almeno da due mesi a questa parte. Perché, si sa, il travel è una creatura da trattare con delicatezza.

Lo ha ricordato il ministro stesso nel giorno della sua investitura ufficiale, il 3 aprile: «Il turismo è un mondo ricco di fascino e grandi professionalità, che richiede cura attenta, perché rappresenta un pilastro dell’economia».

Parole e musica che non hanno un copyright esclusivo, ma ereditate dalle precedenti inquiline del piano più alto del dicastero: Daniela Santanchè, che il 25 marzo aveva rassegnato le dimissioni dopo il fallimento del referendum sulla Giustizia, e la premier Giorgia Meloni, protagonista di un interregno durato appena una settimana.

L’entrata in scena dell’ex sottosegretario alla Cultura – con expertise nel mondo dello spettacolo, ma non nel turismo – non ha cambiato le carte su una tavola già apparecchiata: il settore resta centrale nei piani del governo. Descritto all’alba del suo mandato come “una persona perbene, un brav’uomo, di indole umile e collaborativa”, Mazzi ha debuttato con discrezione (com’è logico che sia per chi non conosce ancora i meccanismi del mondo in cui è stato catapultato), per prendere sempre più confidenza con il passare del tempo.

Proviamo a sfogliare insieme allora il diario dei suoi primi 60 giorni da ministro del Turismo. Tra vertici, promesse e impegni da rispettare.

TAVOLO CON IL TRADE

L’esordio di Mazzi non coincide con un momento propizio per il travel. Il conflitto nel Golfo, deflagrato il 28 febbraio, è un colpo duro da assorbire per gli operatori e le compagnie: lo choc iniziale e gli spazi aerei chiusi impongono una revisione dei piani, di fronte alle prevedibili richieste di cancellazione delle prenotazioni nell’area. Agenzie di viaggi e tour operator tirano per la giacca il neoministro, chiedendo stabilità e sostegni.

Sembra quasi un remake dell’horror Covid. Di fronte al settore che promuove la linea “no alla psicosi”, per evitare allarmismi ingiustificati che danneggiano le economie locali e il comparto delle vacanze, ad aprile Mazzi convoca gli “Stati Generali” del turismo organizzato a Villa Ada. Portata principale del menù: la costituzione di un fondo emergenziale per il travel in Europa, pensato proprio per tutelare il comparto dai danni economici provocati dalle crisi internazionali.

Mazzi lo sponsorizza alla ministeriale di Cipro, primo destinatario il commissario Ue, Apostolos Tzitzikostas. Ma per il ministro la lista dei compiti per casa non finisce qui: “Aiuti economici e finanziari per le imprese, il ripristino dell’esenzione dalla ritenuta d’acconto sulle commissioni (niente da fare, è entrata in vigore il primo maggio, ndr), una tempestiva campagna di comunicazione istituzionale a sostegno del settore e più attenzione nella gestione degli avvisi sul portale della Farnesina “Viaggiare Sicuri”.

BACCHETTATA AI MEDIA

Mazzi ascolta, annota e prende la palla al balzo sulla comunicazione, con una lavata di capo ai media italiani (brutti, sporchi e cattivi, non esattamente una novità), accusati di ricorrere a toni allarmistici sulla crisi in Medio Oriente. All’estero, sbotta, sono più bravi e responsabili: «In Francia, Spagna e Germania, la narrazione sul Golfo e sulle ripercussioni sul travel è stata più calibrata. Credo che sia il modo giusto di trattare l’argomento perché il turismo è un settore che non vale solo il 13% del Pil – oltre 240 miliardi di euro, ma anche questa non è una novità – perché se consideriamo anche l’indotto raggiunge il 27%. Più del doppio. Tour operator e agenzie sono inviperiti per come certe notizie stiano danneggiando la filiera turistica, anche in termini di prenotazioni».

Il turismo organizzato apprezza, ma attende risposte concrete sulle istanze avanzate in quel primo vis à vis. Per mettere in campo valide contromisure servono risorse, certo, ma il ministro, ospite di Federturismo vede rosa e lancia uno slogan: «Turismo fa rima con ottimismo, credo di essere arrivato nel ministero perché la stessa imprenditoria del settore è pervasa da questo spirito costruttivo».

Ci sono però altri dossier, ancora aperti, sui quali le associazioni hanno incollato l’etichetta “priorità”, indicandoli a chiare note nella nota ufficiale congiunta, diramata al termine del vertice: “Il database pubblico che rilascerà il Codice identificativo alle imprese del comparto, il sostegno ai processi di digitalizzazione, un maggiore coordinamento sul tema dei trasporti, lo sviluppo di soluzioni in materia di prodotti assicurativi che possano supportare realmente le imprese in situazioni di emergenza e una regia pubblica più forte e coerente con il peso reale del turismo organizzato”.

DECRETO PRIMO MAGGIO

Mazzi incassa un bel punto a favore a fine aprile. A dargli manforte sulle “misure concrete a sostegno del turismo” arriva il decreto legge Primo maggio, approvato dal Consiglio dei ministri. Un provvedimento vitaminico per un settore che, sottolinea il ministro, «si conferma l’epicentro del Paese». Non a caso, l’obiettivo del decreto è valorizzare le caratteristiche di alcuni settori, come il travel appunto, che si contraddistinguono per elevata stagionalità e variabilità dei ricavi.

LO SPOT “VACANZA ASSICURATA”

Il 22 maggio è tempo di spot. Per due settimane, infatti, va in onda la campagna promo-pubblicitaria “Viaggio organizzato. Vacanza assicurata”, promossa dal Mitur a supporto di tour operator e agenzie di viaggi con testimonial Marco Liorni. «È il primo supporto concreto offerto alle imprese di viaggi – ribadisce Mazzi – per incentivare e stimolare le prenotazioni in un momento di impasse per il timore di “perdere soldi”». Il messaggio principale però è un altro: «Attraverso la filiera del turismo organizzato si può prenotare con serenità: non si rischia nulla, se non rinviare partenze ed essere comunque tutelati».

Fronte incoming, le prime stime 2026 non sono malaccio, anzi: «Avremo un +2% di arrivi e un +4% della spesa turistica. L’Italia resta tra le destinazioni preferite, soprattutto nei mercati europei. Il turismo continua a crescere facendo leva su qualità, sicurezza e capacità di assistenza».

CANZONE NAPOLETANA UNESCO

L’ultimo titolo iridato della nazionale di calcio è arrivato 20 anni fa, ma Mazzi si prende la rivincita in casa: all’Arena di Verona. “Campioni del mondo Italia loves Unesco” è l’evento con 500 artisti trasmesso in mondovisione il 5 giugno per celebrare il primato assoluto del Paese in ambito culturale: «Vogliamo spiegare che siamo la più grande potenza culturale del mondo, con un patrimonio di 61 Siti Unesco, e celebrare la Canzone Napoletana Classica supportando la sua candidatura a patrimonio immateriale».

ACCORDO DI COESIONE

L’ottimismo di Mazzi colpisce ancora con l’accordo di coesione firmato dal governo: il Mitur ringrazia e porta a casa un bel gruzzoletto di 121 milioni. «Una somma utile per la competitività del settore», commenta il ministro. Tre le linee di intervento: un’infrastruttura digitale per la gestione dei flussi; risorse per la sostenibilità delle destinazioni, dai piccoli Comuni alle isole minori e alle grandi attrazioni; linee di azione per l’innovazione tecnologica delle imprese.

PRIORITÀ PER IL FUTURO

Ma è ora di riprendere in mano l’agenda per aprire una finestra sul futuro. Mazzi è esplicito: «Intendo attivare un pieno coordinamento con gli operatori per sostenere i “tanti turismi”, in particolare quello delle radici, che ha un bacino di 80 milioni di viaggiatori.

Poi quello legato ai grandi eventi sportivi: fra un anno Napoli sarà l’ombelico del mondo con l’America’s Cup, che dovrebbe portare 1 milione di turisti».

Le linee guida passano anche dal miglioramento della connettività e dell’accessibilità dei territori, così come restano in primo piano la gestione degli affitti brevi e la lotta all’overtourism, insieme a una migliore distribuzione dei flussi verso aree meno note».

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L'Autore

Fabrizio Condò
Fabrizio Condò

Giornalista professionista, innamorato del suo lavoro, appassionato di Storia, Lettura, Cinema, Sport, Turismo e Viaggi. Inviato ai Giochi di Atene 2004

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