Nomad e Mangia’s ridisegnano il concetto di ospitalità premium

Nomad e Mangia’s ridisegnano il concetto di ospitalità premium
01 Giugno 14:02 2026

In occasione di “Discover Nomad World”, l’evento andato in scena a Milano, in via Varesina, è stata presentata la nuova partnership tra Nomad e Mangia’s, storico gruppo dell’ospitalità italiana. Dall’incontro nasce Oasi Nomad Beach House, nuovo beach club all’interno del Mangia’s Santa Teresa Sardinia, Curio Collection by Hilton, resort cinque stelle affacciato sul mare del Nord Sardegna.

Un progetto che punta a unire hospitality, intrattenimento, design e lifestyle mediterraneo, con l’obiettivo di creare un nuovo modello di esperienza turistica premium, autentica e contemporanea, ma soprattutto che evidenzia un modello di lusso accessibile e sostenibile.

Com’è nata la collaborazione tra Nomad e Mangia’s? Parola a Dario De Lisi, cso di Nomad: «L’idea iniziale era quella di costruire un ecosistema capace di rispondere alle nuove esigenze del mercato dell’ospitalità, sia nazionale che internazionale. Non solo ristorazione o clubbing, ma un’esperienza completa. In questi due anni ci siamo resi conto che Nomad poteva diventare qualcosa di più grande: un mondo fatto di contenuti, relazioni e visione condivisa. Da qui è nato il dialogo con Mangia’s. Ci siamo riconosciuti subito nello stesso approccio: un’ospitalità premium, ma accogliente, mai ostentata. Un lusso contemporaneo, autentico, capace di vivere sia in contesti urbani come Milano sia in destinazioni straordinarie come la Sardegna».

Cosa ha convinto le due realtà a unire le forze lo spiega Marcello Mangia presidente e ceo di Mangia’s: «Siamo una compagnia italiana che opera nel segmento cinque stelle e cinque stelle lusso con standard internazionali riconosciuti. Ma ci mancava un tassello fondamentale: la capacità di creare esperienze memorabili attraverso intrattenimento, lifestyle e contaminazione culturale. Nomad porta esattamente questo: un’idea di lusso moderno fatta di autenticità, stile italiano e capacità di creare connessioni vere. Oggi il turismo di alta gamma cerca esperienze sofisticate ma genuine. E il Made in Italy, in questo senso, è imbattibile».

Il primo progetto sarà in Sardegna, a Santa Teresa Gallura. «Parliamo di un territorio straordinario, nella Sardegna settentrionale – prosegue Mangia – a pochi chilometri dalla Costa Smeralda ma con un’identità ancora in evoluzione. Non vogliamo essere un’alternativa alla Costa Smeralda, ma un’integrazione di qualità, con un’offerta diversa e più contemporanea. L’ospitalità moderna non significa soltanto dormire bene o mangiare bene: significa costruire ricordi. E Oasi Nomad Beach House nasce proprio con questo obiettivo».

«Il nostro pubblico è internazionale – afferma ancora Mangia – Nord Europa, Stati Uniti e una quota importante di clientela italiana. Parliamo di viaggiatori alto spendenti, ma il nostro non vuole essere un lusso elitario o irraggiungibile. Preferiamo definirlo un lusso accessibile, autentico e sostenibile. Oggi anche chi cerca esperienze premium desidera qualcosa di vero, non costruito artificialmente».

L’intrattenimento in questo nuovo modello di ospitalità conta, sostiene De Lisi: «È un elemento fondamentale, ma non parliamo di intrattenimento fine a sé stesso. L’idea è creare esperienze sofisticate, che dialoghino con la ristorazione, il territorio, la musica e il benessere. Gli hotel hanno dinamiche diverse e spesso demandano questa parte a realtà esterne. Noi invece vogliamo creare una sintesi coerente tra ospitalità e lifestyle, offrendo qualcosa che completi davvero il soggiorno degli ospiti».

Milano, sottolinea ancora De Lisi, resta centrale nello sviluppo del progetto Nomad: «Assolutamente sì. La scelta di via Varesina è stata molto consapevole. Volevamo inserirci in un grande progetto di riqualificazione urbana, non semplicemente aprire un locale in centro città. Questa parte di Milano sta vivendo una trasformazione importante grazie al lavoro del fondo Step e ai nuovi progetti immobiliari e culturali che stanno nascendo. Crediamo molto nel valore di creare identità nei quartieri emergenti, come è successo in passato a Tortona o in altre grandi città europee come Londra e Parigi, loro sono il modello a cui ci ispiriamo ma a cui in generale si sta ispirando il nostro capoluogo, tant’è che sia Londra sia Parigi hanno riqualificato zone periferiche e finite in disuso facendo sorgere grandi centri ed attrazioni».

In sostanza Nomad guarda anche alla rigenerazione urbana. «Sì, perché per noi l’ospitalità non è solo un luogo, ma una relazione con il territorio. Stiamo dialogando anche sulla gestione degli spazi pubblici, del parco e delle attività future del quartiere. L’idea è contribuire a creare un ecosistema vivo, condiviso e sostenibile e noi vogliamo assolutamente fare la nostra parte».

«La vera sfida di questo progetto – affermano i protagonisti della partnership – è mettere insieme competenze molto diverse tra loro: hospitality, intrattenimento, ristorazione, sviluppo immobiliare. Non è semplice, ma è anche ciò che rende tutto più stimolante. Non vogliamo fare qualcosa di “mordi e fuggi”. Vogliamo costruire un progetto destinato a durare nel tempo. L’apertura ufficiale è prevista per il 6 giugno. Il beach club sarà operativo fin da subito durante il giorno, con un’offerta food sviluppata insieme agli chef di Mangia’s. Per luglio e agosto stiamo lavorando anche a una proposta serale più evoluta, sempre in linea con il territorio e con lo spirito del progetto. Ci è stato chiesto a gran voce di dare un’alternativa ai giovani, noi non vogliamo snaturarci né tantomeno creare disagio al territorio, ma sicuramente cercheremo di accontentare tutti».

L'Autore

Mariella Lamonica
Mariella Lamonica

Guarda altri articoli