Oltre 305 milioni di passeggeri entro il 2035 è l’orizzonte disegnato dal Piano Nazionale degli Aeroporti 2026/2035 presentato al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, alla presenza del ministro Matteo Salvini e dei vertici Enac.
Si tratta di un documento di indirizzo politico e tecnico per lo sviluppo del settore aereo che ha l’obiettivo primario di proseguire e migliorare i risultati lusinghieri ottenuti nell’ultimo quadriennio, che hanno visto nell’ultimo anno circa 230 milioni di passeggeri, con un incremento rispetto al 2024 del 5%, una crescita strutturale di turismo e business internazionali e uno sviluppo esponenziale degli aeroporti regionali e secondari.
Sarà una crescita supportata anche dall’intermodalità dei trasporti grazie agli investimenti pari a circa 1,2 miliardi di euro per i collegamenti ferroviari da e verso gli aeroporti di Bergamo, Olbia, Verona e Venezia. Il piano risponde quindi all’esigenza dell’aumento della capacità infrastrutturale per sostenere questo trend positivo nel lungo periodo che prevede una domanda con una costante crescita nei prossimi dieci anni.
Il piano prevede la realizzazione di 13 sistemi integrati che ingloberanno gli attuali 41 aeroporti operativi nella penisola per il traffico aereo commerciale. Così come sono state individuate 11 aree strategiche, a partire dal Nord-est, Nord-ovest, l’hub milanese Linate-Malpensa, la Toscana, l’Emilia Romagna, il Lazio, l’hub della capitale con Fiumicino e Ciampino, e ancora la Puglia, l’area della Sicilia occidentale e orientale e la Sardegna.
Un capitolo è dedicato anche alla mobilità urbana con l’Advanced Air Mobility che prevede l’attività di velivoli a decollo verticale; un altro capitolo del documento è riservato ai voli suborbitali e alle attività aerospaziali da sviluppare con l’hub di Grottaglie.



