Tra un passo avanti e due indietro, il Ponte sullo Stretto segna un punto a suo favore, anche se il cantiere resta lontano. L’aula della Camera infatti ha approvato in via definitiva – 160 sì, 110 contrari e 7 astenuti – il ddl per la conversione in legge del decreto “infrastrutture e commissari”.
Sul provvedimento il governo aveva già ottenuto la fiducia con 186 sì. Il testo doveva essere convertito entro l’11 maggio. Ora che il cosiddetto “decreto Ponte è legge, il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti può accelerare non solo sul Ponte, ma anche su Mose e diga di Genova.
COSA PREVEDE IL DECRETO
Il provvedimento, costituito da 10 articoli, sveltisce la realizzazione delle opere strategiche italiane, semplifica le procedure e rafforza la capacità decisionale dello Stato, come rende noto il Mit in una nota. In questo modo gli amministratori delegati di Anas e Rfi diventano commissari straordinari per le principali infrastrutture stradali e ferroviarie, con poteri più ampi per coordinare autorizzazioni, superare i rallentamenti burocratici e garantire tempi certi.
Inoltre, per garantire una gestione più unitaria degli interventi, gli stessi ad subentrano ai commissari già nominati, per rendere più veloce ed efficace l’avanzamento dei cantieri. “Il decreto – sottolinea il Mit – imprime una svolta a infrastrutture decisive per il Paese, dal Ponte sullo Stretto al Mose fino alla nuova diga di Genova, rafforzando anche manutenzione e sicurezza della rete viaria e ferroviaria. Un piano che punta a trasformare le opere pubbliche a motore concreto di sviluppo, senza nuovi oneri per la finanza pubblica”.
Altre norme riguardano la messa in sicurezza e di adeguamento del traforo del Gran Sasso e delle autostrade A24 e A25, la funzionalità dei commissari nominati per la realizzazione delle opere necessarie ai Campionati di calcio europei Uefa 2032, le norme per accelerare la realizzazione della linea C della metropolitana di Roma e altre per la tutela e la salvaguardia della laguna di Venezia.
Nota bene: il decreto non contiene alcun intervento sulle concessioni balneari, altro tema caldo sul tavolo di Palazzo Chigi.
PONTE SULLO STRETTO: COSA CAMBIA
Con il via libera definitivo della Camera al decreto, l’esecutivo rafforza l’architettura normativa dell’opera voluta fortemente dal ministro dei Trasporti e vicepremier, Matteo Salvini.
Il decreto interviene infatti per recepire le osservazioni formulate dalla Corte dei Conti sul progetto definitivo e sulla delibera Cipess che aveva autorizzato il Ponte.
Il capitolo più delicato resta però quello finanziario. Il decreto prevede una rimodulazione delle coperture economiche, con circa 2,8 miliardi di euro spostati dal periodo 2026-2029 agli anni compresi tra il 2030 e il 2034.
Per il governo si tratta di una revisione tecnica coerente con l’evoluzione del cronoprogramma dell’opera. Per le opposizioni, invece, il rinvio delle risorse rappresenta un segnale evidente dell’allungamento dei tempi reali del progetto.



