Torna a registrare segnali positivi il turismo organizzato italiano, dopo i mesi segnati dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. A tracciare uno scenario è l’Osservatorio Aidit Federturismo Confindustria di luglio 2026, pubblicato in anteprima da Adnkronos, e secondo cui il 64% delle agenzie di viaggi vede le vendite estive, rispetto al mese precedente, come stabili o in crescita. L’analisi si basa su un campione di 242 adv, e segue il monitoraggio di giugno dove l’associazione delle agenzie contestava, in prima battuta, il terrorismo mediatico a danno del travel.
Secondo Aidit la ripresa è certamente reale ma tardiva. Il miglioramento congiunturale non modifica infatti la valutazione sull’intero esercizio: soltanto un’agenzia su quattro prevede di chiudere il 2026 con risultati pari o superiori a quelli del 2025. Circa il 75% degli operatori stima invece un consuntivo annuale negativo e, per il 42,1%, la flessione sarà marcata.
Dall’Osservatorio emerge che soltanto l’11,6% delle agenzie registra tempi di prenotazione comparabili a quelli dello scorso anno. Per il 46% del campione la finestra di acquisto si è sensibilmente accorciata, mentre il 33,6% rileva un’esplicita prevalenza del last minute.
Il dato più incoraggiante riguarda le cancellazioni. Per circa tre quarti delle agenzie sono ormai un fenomeno superato, circoscritto alla fase più critica della crisi mediorientale. La parte restante del campione segnala soltanto episodi limitati e fisiologici. Gli operatori rilevano inoltre un progressivo ripristino della fiducia della clientela. Le paure legate alla possibilità di non partire o alla continuità operativa dei collegamenti aerei sembrano essersi ridimensionate. Resta invece molto forte il condizionamento economico determinato dal costo dei trasporti, in particolare dei biglietti aerei: l’87,5% delle agenzie afferma che l’aumento dei prezzi incide, con intensità diversa, sulle scelte dei clienti.
LE TENDENZE
Le preferenze dei viaggiatori si orientano principalmente verso Italia ed Europa mediterranea. Tra le destinazioni e i prodotti maggiormente richiesti figurano anche Egitto, Mar Rosso e crociere. Il Nord Europa sembra aver beneficiato di una maggiore attenzione verso prodotti percepiti come affidabili, climaticamente gradevoli e adatti a un viaggio più consapevole. Lo scenario geopolitico resta comunque il principale fattore alla base della riduzione dell’anticipo di prenotazione, indicato dal 64,4% delle agenzie. Per il 41,9% ha inoltre determinato una diminuzione delle richieste verso aree percepite come più esposte, mentre il 29,2% segnala lo spostamento delle scelte dal Medio Oriente verso destinazioni alternative.
Nonostante il rincaro dei trasporti, il 48,5% delle agenzie afferma che i clienti non hanno modificato in maniera sostanziale le proprie abitudini di viaggio. Il 32,5% registra però un maggiore utilizzo dell’automobile, associato soprattutto alla scelta di destinazioni italiane, mentre il 10,8% rileva una crescita delle crociere come alternativa al tradizionale pacchetto composto da volo e soggiorno alberghiero. Per il 41,4% delle agenzie, il budget medio destinato alla vacanza resta inferiore ai 2.000 euro; per circa un terzo si colloca invece tra 2.000 e 3.000 euro.
«I dati ci consegnano finalmente un segnale di ripresa e confermano che gli italiani non hanno perso il desiderio di viaggiare – ha dichiarato Domenico Pellegrino, presidente Aidit, a Adnkronos – Le cancellazioni sono ormai residuali, la fiducia sta tornando e le prenotazioni hanno ripreso a muoversi».
Secondo Pellegrino «il turismo organizzato ha subito un arresto proprio nei mesi in cui si forma normalmente la parte più consistente delle vendite estive. Il recupero attuale è positivo, ma arriva troppo tardi per compensare integralmente il danno accumulato. Tre agenzie su quattro prevedono ancora di chiudere il 2026 sotto i risultati dell’anno precedente». Le cause sono chiare: «L’esposizione mediatica sulle possibili conseguenze della crisi mediorientale e sul jet fuel ha alimentato nei consumatori timori spesso sproporzionati rispetto alla realtà operativa, inducendo molti a sospendere o rinviare la prenotazione. Oggi il mercato dimostra che la voglia di partire era rimasta intatta: si è semplicemente concentrata sul last minute. Questo riduce la capacità di programmazione delle imprese, restringe la disponibilità dei prodotti migliori e può rendere più difficile trovare le condizioni economiche desiderate. La lezione è che, nelle fasi di incertezza, servono informazioni puntuali, equilibrate e verificate e serve la consulenza delle agenzie di viaggi».


