Stallo Ita-Lufthansa, l’Ue chiede ben 600 chiarimenti

Stallo Ita-Lufthansa, l’Ue chiede ben 600 chiarimenti
10 Novembre 09:53 2023 Stampa questo articolo

L’impasse dell’accordo Ita-Lufthansa comincia a preoccupare governo e parti in causa. Proprio oggi Il Sole 24 Ore titola in prima pagina che lo “stallo” con Bruxelles è totale e rischia di far saltare la partnership perché – come risulta da fonti vicine agli organismi comunitari – l’Ue avrebbe presentato ben 600 quesiti e la richiesta di ulteriori documentazioni contabili, in quanto l’operazione sarebbe una vera e propria acquisizione del controllo di una compagnia aerea. E dal momento che il Commissario provvisorio alla Concorrenza Ue, Didier Reynders, ha reso noto nei giorni scorsi di voler introdurre criteri molto più rigidi per l’approvazione di accordi e passaggi di quote azionarie fra compagnia aeree, si presume che il percorso per l’ok definitivo all’acquisizione di Lufthansa del 41% di Ita (con aumento di capitale e versamento di 325 milioni di euro) si faccia davvero tortuoso.

Inoltre, vale la pena ricordare che proprio in virtù di questa volontà dell’Ue di vederci chiaro ed essere più severa nelle approvazioni, è stato chiesto a Lufthansa di rinunciare ad alcuni slot strategici, in particolare su Monaco e Francoforte su rotte di lungo raggio: una richiesta che pare essere irricevibile da parte del Gruppo guidato da Carsten Spohr, che non ha alcuna intenzione di tagliare collegamenti ad alta redditività, come ad esempio i voli Lh verso le Americhe.

A oggi, dunque, siamo ancora nella fase di “pre-notifica“, il che non lascia presagire nulla di buono per le tempistiche, che a Ita servirebbero per volare con tranquillità anche nei prossimi mesi. Infatti Lufthansa non ha escluso che la notifica formale potrebbe partire solo nei primi mesi del 2024, facendo slittare l’eventuale approvazione da parte dell’Ue – che ha 30 giorni di tempo per rispondere – solo a primavera inoltrata, ovvero a ridosso di quella stagione estiva 2024 sulla quale Ita punta per incassare i maggiori introiti annuali e tener fede, così, agli impegni economici peri nuovi aerei commissionati.

Intanto, sempre sul Sole 24 Ore, una lucida analisi contabile di Gianni Dragoni mette a nudo un’altra incredibile vicenda legata all’ex Alitalia che, pur non volando da due anni, continua a costare alla collettività qualcosa come 16 miliardi di euro, con un accumularsi di debiti e una lunga carrellata di operazioni, alcune abortite come l’alleanza con Air France-Klm, altre avviate con stupefacente spirito d’avventura come la cordata di “capitani coraggiosi”, tutti italiani, di berlusconiana memoria. Ad appesantire la zavorra Alitalia, una lunga e scandalosa sequenza di compensi e liquidazioni pretesi e incassati da “super manager” che, tra l’altro, non hanno mai generato benefici alla compagnia di bandiera né tantomeno onorato l’impegno di salvare il vettore e riportarlo in alta quota.

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Andrea Lovelock
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