Truffe online, campagna della Polizia di Stato con Airbnb

Truffe online, campagna della Polizia di Stato con Airbnb
25 Giugno 07:00 2026

Con l’avvicinarsi delle vacanze estive, Polizia di Stato e Airbnb rinnovano la collaborazione per aiutare i viaggiatori italiani a prenotare online in modo sicuro. Al centro della campagna, ci sono sette consigli pratici per evitare le frodi digitali, sempre più sofisticate anche per effetto dell’intelligenza artificiale.

Tra i raggiri più diffusi resta quello della “casa fantasma”: alloggi pubblicizzati con foto accattivanti e prezzi competitivi, spesso copiati da annunci reali, che poi si rivelano inesistenti, diversi da quanto promesso o già occupati da altri ospiti. In altri casi, dopo il pagamento dell’acconto, il falso host sparisce.

I GIOVANI, A SORPRESA

Secondo quanto evidenziato nella campagna, la fascia più colpita è quella dei giovani tra i 18 e i 24 anni, mentre gli over 65 risultano tra i viaggiatori più prudenti, con meno del 5% coinvolto in episodi di frode.

«La raccomandazione è di fare, della prudenza, un’abitudine. I segnali di una truffa sono quasi sempre gli stessi: prezzo troppo basso, host che preme per chiudere in fretta, pagamento fuori piattaforma. Davanti a questi campanelli d’allarme, la scelta giusta è una sola: fermarsi, interrompere la transazione e prendersi quei pochi minuti necessari per fare ulteriori verifiche», ha affermato Ivano Gabrielli, direttore della Polizia Postale e per la sicurezza cibernetica.

Airbnb ricorda che i tentativi di truffa sulla piattaforma sono «estremamente rari», anche grazie al sistema che trattiene i pagamenti per l’host fino al check-in. «Comunicando solamente attraverso la piattaforma, gli ospiti sono tutelati lungo tutto il percorso», ha sottolineato Matteo Sarzana, country manager di Airbnb Italia.

LE RACCOMANDAZIONI

Tra le raccomandazioni principali: verificare sempre l’Url del sito, non cliccare su link sospetti ricevuti via email, sms o social, diffidare delle offerte troppo vantaggiose, non pagare mai con bonifico diretto, prenotare e comunicare solo all’interno della piattaforma, leggere recensioni e profilo dell’host, e segnalare subito eventuali anomalie alla banca, alle autorità competenti e alla piattaforma.

La campagna traccia anche l’identikit del truffatore: spesso dichiara di trovarsi all’estero, propone documenti e contratti in modo apparentemente professionale, chiede pagamenti anticipati, mette fretta alla vittima e tira in ballo brand noti per apparire affidabile.

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