Viaggi aziendali, l’Italia è indietro sulla sostenibilità

Viaggi aziendali, l’Italia è indietro sulla sostenibilità
06 Giugno 10:23 2022 Stampa questo articolo

Continua ad aumentare la sensibilità delle imprese al tema dei cambiamenti climatici, al punto da rendere la sostenibilità una priorità all’interno dei programmi di viaggio aziendali. Una necessità, tanto più che l’85% delle aziende italiane sta tornando a volumi pre pandemici dei viaggi nazionali e il 72% dei viaggi internazionali.

Ma, nonostante il 100% delle aziende italiane consideri la sostenibilità nella propria politica di viaggio, la ricerca Sap Concur – basata su un sondaggio condotto su 700 senior travel manager presso aziende con più di 100 dipendenti – evidenzia come solo il 29% delle imprese abbia una figura dedicata guidare tali iniziative (sustainability manager o chief sustainability officer).

Principali ostacoli all’implementazione di politiche di viaggio sostenibili risultano essere la mancanza di budget e di coinvolgimento dei dipendenti.

Secondo il Corporate Travel Sustainability Index, tutti i senior travel manager all’interno delle aziende italiane pensano che la sostenibilità faccia parte della propria politica di viaggio, tuttavia, la maggior parte delle imprese italiane ha difficoltà a diventare più green. Nonostante la volontà di allinearsi con gli obiettivi delle Nazioni Unite 2030, solo il 29% delle imprese italiane ha una figura manageriale dedicata, contro il 40% di Germania e Spagna e il 37% della Francia. Al contempo il 15% delle organizzazioni italiane ha un intero team dedicato al miglioramento della sostenibilità all’interno dell’organizzazione, contro il 14% in Spagna, l’8% in Francia e il 4% in Germania.

La consapevolezza  di dover dare priorità a questo tema non manca: il 54% di loro ritiene che la propria politica di viaggio debba essere migliorata su questioni di sostenibilità, ma devono confrontarsi con i problemi insiti nelle aziende, come la mancanza di budget, per più di quattro aziende su dieci (il 42%) un ostacolo fondamentale allo sviluppo di un programma di viaggio aziendale più sostenibile e la mancanza di coinvolgimento dei dipendenti contro la quale quasi quattro aziende su dieci (il 38%) stanno lottando.

«Sebbene oggi molte imprese stiano riducendo l’impronta di carbonio o stiano diventando carbon neutral, in base all’indagine condotta da Sap Concur risulta evidente come diverse  ancora non siano sicure di come incorporare la sostenibilità nei loro viaggi di lavoro – spiega Pierre-Emmanuel Tetaz, senior vice president Emea e general manager di Sap Concur – Prevediamo un aumento della richiesta di maggior sostenibilità, anche per quanto riguarda la politica di viaggio aziendale, che sarà sollevata con maggiore forza, più spesso e da più parti, dal management, dai dipendenti ai fornitori agli stakeholder. È fondamentale creare team dedicati in grado di sviluppare una strategia di sostenibilità efficace, come parte di un programma per supportare i dipendenti in trasferta nel compiere scelte più ecologiche, con strumenti giusti per aiutarli a prendere decisioni informate».

Vi è una chiara necessità di strumenti tecnologici che facilitino la misurazione e l’attuazione di programmi di viaggio aziendali più sostenibili. Mentre circa la metà delle imprese (il 49%) dispone già di strumenti software per supportare i viaggi aziendali, il 96% di coloro che ne sono privi li prenderebbe in considerazione.

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