La crisi energetica innescata dall’aumento dei prezzi del petrolio e dalle tensioni regionali accorcia le serate in Egitto e apre un nuovo fronte anche per il turismo. Il governo del Cairo ha disposto la chiusura anticipata, alle 21, di ristoranti, caffè, centri commerciali, circoli, impianti sportivi, cinema e attività commerciali, tranne il giovedì, il venerdì e nei festivi, quando le chiusure saranno obbligatorie alle 22. Le misure annunciate saranno in vigore per un mese, per ora, a partire da sabato 28 marzo.
La stretta rientra nel piano di risparmio energetico varato dall’esecutivo di Mostafa Madbouly, dopo che la spesa per le importazioni energetiche del Paese è più che raddoppiata, passando da 1,2 miliardi di dollari (gennaio) a 2,5 miliardi di dollari (marzo). In parallelo, sono state previste altre misure, tra cui minore illuminazione pubblica, rallentamento di alcuni progetti statali energetici e una giornata di lavoro da remoto per parte del settore pubblico e privato.
Il timore, in Egitto, è che il provvedimento si ripercuota sul turismo, che si è ripreso con forza, registrando un aumento del 20% degli arrivi internazionali nel 2025. Il settore rappresenta circa l’8,5% dell’economia.
LE SFIDE PER IL SETTORE TRAVEL
Per il settore travel, il punto non è tanto l’operatività della destinazione, quanto la qualità dell’esperienza in loco. Le restrizioni, come riportato dalla stampa internazionale, non riguardano hotel e siti turistici, che restano quindi fuori dal perimetro dei tagli. Ma a cambiare è la fruizione serale delle città, a cominciare dal Cairo, dove ristorazione, locali e socialità fanno parte integrante del prodotto turistico.
Ed è proprio qui che si apre la questione, per operatori e agenzie. Per il turismo balneare sul Mar Rosso, di fatto, nulla cambia. Più delicato, invece, il quadro per i city break, per i soggiorni combinati mare-città e per i viaggi di gruppo o incentive, dove cene, uscite serali ed eventi fuori struttura sono spesso parte centrale del programma.
L’Egitto resta una meta pienamente commercializzabile, ma in questa fase richiede un racconto più preciso: anticipare ai clienti le restrizioni, ripensare gli orari delle attività, valorizzare i servizi interni alle strutture e, dove necessario, modificare i programmi serali. Perché in una destinazione leisure, anche una misura temporanea di risparmio energetico può avere un impatto immediato sulla percezione del viaggio.



