Alessandria effetto wow – Il reportage

14 Maggio 07:00 2026

Fine aprile. Con qualche ripensamento è giunta la primavera anche ad Alessandria, dove sono appena arrivata, invitata dal Comune e dall’Agenzia turistica locale Alexala.

L’occasione è l’ottavo centenario della morte di San Francesco, la cui presenza nel Monferrato è testimoniata da antichi luoghi di culto e insediamenti francescani, con l’obiettivo di far conoscere questa parte del Piemonte.

Tre giorni passati tra Alessandria e l’Alto Monferrato durante i quali ho avuto modo di scoprire luoghi, ascoltare numerose storie ed esclamare qualche immancabile “wow” di stupore.

All’arrivo, la guida Andreina mi conduce alla scoperta del capoluogo, che prende il nome da Papa Alessandro III e poggia le sue radici nel 1168 per mano della Lega Lombarda costituitasi contro l’Imperatore Federico Barbarossa.

NELLA TERRA DEL BORSALINO

Lo confesso: ero ignara che i mitici cappelli “Borsalino” fossero figli di Alessandria. Ma quando, avvicinandoci all’hotel Alli Due Buoi Rossi, passo davanti all’antica fabbrica, arriva naturale un flashback: i ricordi del nonno che li indossava, le foto degli anni ’50, lo charme di un’epoca. Oggi questo tipo di cappello ha un mercato soprattutto nella comunità ebraica americana, ma il fascino del brand – nei suoi vari modelli – è diffuso in tutto il mondo.

TRA UMBERTO ECO E I RABATÒN

Dopo un delizioso pranzo al Bistrot Cavour, Andreina avvia la passeggiata pomeridiana partendo dalle Sale d’Arte – il museo del patrimonio culturale della città – dove, nella sezione dedicata al Medioevo e alla civiltà comunale si trovano gli inaspettati affreschi risalenti alla fine del Trecento ispirati all’epopea di Re Artù. In 15 pannelli sono illustrate scene cavalleresche ispirate alla tradizione dei libri miniati, in particolare alle gesta del Lancillotto, inclusi tornei, battaglie e la relazione con la regina Ginevra.

La camminata prosegue nel nucleo medievale della città, Borgo Rovereto, con la chiesa di Santa Maria di Castello, prevedendo alcune soste lungo l’itinerario “A spasso con Umberto Eco” che attraversa i luoghi più amati dallo scrittore, semiologo e filosofo alessandrino.

Il walking tour prevede degustazioni d’eccezione, e la “merenda” del primo giorno prevede la deliziosa focaccia dolce della focacceria Sandroni. Questa, assieme ad alcune specialità gastronomiche storiche tra cui il rabatòn (gnocchi di erbe), il filetto baciato, l’amaretto
e l’agnolotto alessandrino, è uno dei prodotti De.Co. (Denominazione Comunale d’Origine) di Alessandria, che ne valorizzano l’identità locale promuovendo la tradizione culinaria.

Proprio il rabatòn, l’agnolotto alessandrino, e una scelta sublime di formaggi costituiscono la degustazione dell’Osteria della Luna in Brodo prima di chiudere questa intensa giornata attraversando Piazza della Libertà. Il largo ospita diverse strutture d’interesse storico e artistico, a partire dal Palazzo della Prefettura fino al razionalista Palazzo delle Poste (decorato con un mosaico realizzato da Gino Severini che illustra, in 38 metri, la storia delle comunicazioni nel mondo dalla preistoria all’età moderna).

LA SCOPERTA DELL’ALTO MONFERRATO

L’Alto Monferrato si trova a sud della provincia di Alessandria, ma è così definito perché costituito da una zona collinare, peraltro rinomata per i suoi paesaggi vitivinicoli, castelli medievali e per l’eccellenza enogastronomica tra cui spicca la produzione di vini come il Dolcetto e il Barbera.

È la destinazione del secondo giorno del tour, condotto dall’entusiasta guida Tata. L’effetto “wow” della giornata lo restituisce già la prima tappa: l’Abbazia di Santa Giustina a Sezzadio, complesso benedettino voluto – secondo la leggenda – nel 772 da Liutprando, re del Longobardi.

Nel 1863 l’Abbazia fu acquistata dalla famiglia Frascara che ne trasformò gran parte in villa, denominata “L’Abbadia”. Oggi è di proprietà privata, ma la chiesa a impianto romanico con elementi gotici resta visitabile al pubblico, in giorni specifici o con guide specializzate.

Tra le colline dell’Alto Monferrato si raggiunge anche l’antica città romana di Aqui Terme, nota per le sue acque sulfuree che sgorgano a 75 gradi anche dall’edicola marmorea che è punto centrale della città. All’interno della Cattedrale dell’Assunta è presente, inoltre, il trittico raffigurante la Madonna del Monserrat, realizzato dallo spagnolo Bermejo.

Qui le note enogastronomiche meritano una sosta: sia per il pranzo all’enoteca La Curia; sia per la cena, a Ovada, presso il ristorante FasSushi – all’interno dell’enoteca regionale di Ovada e del Monferrato – dove la carne di fassona viene proposta cruda, come nello stile della nota cucina nipponica.

IL COMPLESSO DI SAN FRANCESCO

Terzo e ultimo giorno. Sono di nuovo ad Alessandria e oggi la visita ci regala una sorpresa con la visita in anteprima della grande opera di restauro del Complesso di San Francesco. Qui la fede incontra la storia: la tradizione, infatti, racconta che nel tredicesimo secolo il santo patrono d’Italia, durante un viaggio di evangelizzazione verso Spagna e Marocco, fece tappa ad Alessandria dove chiese che venisse eretto un convento per i frati minori.

Chiesa prima, convento poi; nel 1802 inizia la storia laica dell’imponente struttura, a seguito della soppressione degli ordini religiosi da parte di Napoleone. Fu caserma e ricovero per i feriti, e poi ospedale militare, fin quando nel 1990 il comune di Alessandria, divenuto proprietario del complesso, fece sua l’idea del restauro con lo scopo di adibirlo a museo.

La sapiente e minuziosa spiegazione del direttore del progetto, l’architetto Claudio Montagni, proietta la visione di questa magnifica struttura nel futuro, che verrà parzialmente aperta al pubblico già nelle prossime settimane.

Il museo di Alessandria, a fine lavori, sarà composto da una sezione archeologica, una storico-artistica, uno spazio dedicato agli eventi e, nella parte conventuale, uno studentato universitario. Un progetto di cui storia, cultura e nuove generazioni costituiscono il fulcro vitale.

IL PROGETTO VIE PER VIAGGIARE

Prima del rientro mi aspetta un ultimo pranzo al bistrot Fuga di Sapori, dove da nove anni si offrono formazione e lavoro a detenuti ed ex detenuti delle carceri di Alessandria attraverso le attività di ristorazione, produzione di birra e prodotti da forno.

E mentre siamo a tavola, seduti, davanti a una birra Sbirra (dove, se non qui?), Roberta Cattarin, direttore tecnico di Monferrato Travel, racconta il progetto di promozione Vie per Viaggiare, che è il filo rosso di questa tre giorni e del quale Cattarin è anche direttore tecnico e coordinatore.

«Questo progetto nasce da un’idea dell’Atl Alexala e del Consorzio Turistico Sistema Monferrato. Abbiamo lavorato in sinergia con i tour operator che si occupano di incoming per far conoscere e rendere fruibile il territorio; vendendo pacchetti turistici ed esperienziali, attraverso il progetto Vie per Viaggiare, che parte dai nostri territori ma si allarga a tutto il Piemonte, una parte di Liguria e anche in Emilia-Romagna e Toscana – sostiene Cattarin – Sostenuti dall’idea che il turista si muova senza seguire i confini amministrativi, ma lungo uno storytelling del territorio».

TERRITORIO MOSAICO

Di conseguenza «queste proposte sono multiregionali, multi-territoriali. La nostra caratteristica è costruire pacchetti partendo dal basso, facendo animazione territoriale, testando tutte le esperienze, andando a conoscere porta a porta le comunità, che poi sono quelle che fanno turismo. Scopriamo le esperienze, le mettiamo in rete e creiamo il prodotto da promuovere sul mercato».

Il direttore tecnico di Vie per Viaggiare rimarca la specificità del luogo: «Il territorio di Alessandria è “a mosaico”, con molte offerte che spaziano tra arte, cultura, storia, natura ed enogastronomia. Possiamo accontentare qualsiasi tipo di turista, fino agli appassionati di trekking e ciclismo. Abbiamo “le terre di Fausto Coppi” dove sono nati grandi campioni e offriamo attività dove si insegna la raccolta dei tartufi. È un territorio molto ricco che ha solo bisogno di essere raccontato e comunicato». Una narrazione, quindi, che ha bisogno della giusta spinta commerciale sul mercato.

«I canali di commercializzazione di Vie per Viaggiare hanno già contrattualizzato 2.100 agenzie di viaggi italiane che acquistano direttamente il prodotto B2B. Ci sono offerte da catalogo presenti sul sito, ma il 90% della proposta è tailor made – ricorda Cattarin – Proposte targettizzate per gli amanti del food, dell’outdoor, dell’arte e anche per le famiglie. Inoltre, stiamo sviluppando anche offerte per nuovi segmenti, dal “dog friendly” al Mice fino al bleisure».

È tempo di tornare e il saluto finale alla stazione è accompagnato da un pacchetto di focaccia dolce e una scatola di morbidi amaretti Rolando prodotti a mano da Magda e Dino. L’ultimo effetto “wow” di una terra che in soli tre giorni ha svelato con delicatezza i suoi gioielli.

L'Autore

Natalia Cascio
Natalia Cascio

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