Caso Venere, Armando Testa:
«Ci avete fatto sentire milionari»

27 Aprile 10:02 2023 Stampa questo articolo

Alla vigilia della sua prima trasferta all’estero, all’Atm di Dubai, la Venere del Mitur riceve l’ufficiale difesa d’ufficio da parte del suo creatore: l’agenzia Armando Testa.

“Open to Grazie” è il titolo della pagina acquistata dai pubblicitari su Il Corriere della Sera per dire la propria sulle accese polemiche scatenate in queste ore dalla campagna ministeriale.

GUARDA LO SPOT “ITALIA. OPEN TO MERAVIGLIA”

Una sorta di lettera aperta – o memoria difensiva, se vogliamo – che recita così: “La Armando Testa ringrazia. Quando una campagna di promozione turistica rompe il muro dell’indifferenza e riesce a dare vita a un dibattito culturale così vivace come quello acceso in soli 5 giorni da “Italia. Open to Meraviglia”, rappresenta sempre qualcosa di positivo”.

“Grazie perché – argomenta l’agenzia – non accadeva da anni che la notizia di una campagna istituzionale suscitasse una eco di tale portata. Quando poi si tratta di una campagna presentata ma non ancora uscita, probabilmente di una portata unica”.

“Grazie – prosegue – per le migliaia di visualizzazioni, commenti, meme e per le appassionate discussioni di questi ultimi giorni: ci hanno fatto sentire davvero la più grande agenzia italiana, con un immenso reparto creativo di milioni di persone al lavoro sullo stesso concetto”.

opentograzie

Da Testa, poi, una sottile replica alle accuse. In primis quella sull’impiego di un frame da “stock” di una cantina slovena, che nella versione internazionale dello spot sarà rimosso: “Grazie a tutti coloro che hanno immaginato che il video destinato alla presentazione del progetto – e dunque realizzato con materiale di repertorio – fosse già lo spot ufficiale della campagna”.

Risposta (piccata, benché ironica) anche all’accusa del super compenso corrisposto dal ministero del Turismo all’agenzia: “Grazie a chi ci ha fatto sentire milionari! Ma i 9 milioni di euro dell’investimento previsto da Enit sono destinati alla pianificazione media in tutti i principali mercati: Europa, Paesi del Golfo, Usa, Centro e Sudamerica, Cina, India, Sud-Est Asiatico e Australia”. La cifra per la creatività corrisposta a Testa, lo abbiamo scritto qui, è stata pari a 138mila euro (fonte Enit).

E l’impiego dei cliché sul Belpaese, perché? “L’obiettivo – si difende Testa – è quello di promuovere l’Italia all’estero, puntando su un target proveniente da 33 Paesi. Anche e soprattutto su mercati culturalmente molto diversi dal nostro, accendendo l’attenzione in modo facile, diretto e immediatamente riconoscibile su ciò che tradizionalmente contraddistingue l’Italia nel mondo”.

“Sappiamo – si legge ancora – che parlare dell’Italia significa tener conto di tantissime sensibilità e sfumature. Un capitale culturale e umano così unico e prezioso che spinge tutti a lavorare, e anche a dibattere, con una straordinaria passione”.

E poi, per chiudere, il climax: “La Armando Testa ringrazia, e Venere con noi. Erano più di 500 anni che non si parlava di lei così tanto. Se non è meraviglia questa”.

Nel dibattito, nei giorni scorsi, si era inserita anche L’Agenzia di Viaggi Magazine con il discusso editoriale “Venere-influencer e i cazzotti (per ora) immeritati” del direttore Roberta Rianna.

Nella foto: il ministro del Turismo Daniela Santanchè e l’ad di Enit Ivana Jelinic con Marco Testa e i creativi dell’agenzia Armando Testa durante la presentazione a Roma della campagna “Italia. Open to Meraviglia”

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