Confguide chiede un incontro al ministro Mazzi

Confguide chiede un incontro al ministro Mazzi
29 Maggio 14:52 2026

Il nodo guide turistiche è ancora da sciogliere. La federazione Confguide ha infatti inviato una lettera al ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, per richiedergli un «urgente incontro istituzionale» per confrontarsi sui bisogni della categoria.

«Apprezziamo molto gli sforzi e le attenzioni che il Mitur sta dedicando al comparto – scrive Paola Balestra, vicepresidente nazionale della sigla – e proprio per questo vogliamo trasferire la nostra posizione al ministro Mazzi e contribuire alla crescita della categoria, che oggi conta oltre 16.000 guide turistiche già abilitate».

Confguide vuole condividere con il ministero le proprie «proposte per contribuire a trovare un punto di equilibrio tra varie esigenze: il legittimo desiderio di chi vuole intraprendere l’attività di guida, il mercato esistente e i cambiamenti in atto nel turismo moderno e digitale, una dignitosa sostenibilità economica e reddituale per chi esercita la professione, il contrasto all’abusivismo dilagante – che erode quote di lavoro onesto e legale – e le richieste di nuove guide fatte dai grossi committenti».

Al tempo stesso, emergono molte criticità connesse al secondo esame per le guide turistiche: sono emersi lo scarso tempo per prepararsi alle prove e la difficoltà a raggiungere le sedi designate per lo svolgimento da parte del Coordinamento Aspiranti Guide Turistiche (Agt26) e dal Comitato Nazionale Guide Future.

Il numero di candidati che sosterranno la prova scritta del 5 giugno, pari a 17mila, è poco più di metà rispetto a quello registrato lo scorso anno, cioè 30mila. Le due associazioni, riporta Il Sole 24 Ore, hanno sottolineato che alla scadenza per la presentazione delle domande, il 19 maggio, non fosse stato ancora reso noto il programma su cui prepararsi, pubblicato la sera del 20 maggio.

«In concreto – commentano da Agt26 al Sole 24 Ore – i candidati hanno aderito alla procedura, pagato la quota, scelto la lingua straniera e accettato il bando prima di conoscere il quadro operativo effettivo dell’esame: programma dettagliato, distribuzione dei quesiti, criteri applicativi e griglie di valutazione». Per quanto riguarda le sedi d’esame, secondo Agt26 più che di sedi di prossimità si tratta di poli macro-territoriali. «Una situazione che rischia di produrre evidenti disuguaglianze e discriminazioni economiche e territoriali nell’accesso alla professione», rimarca Guide Future.

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