GFK, solo un italiano su 5 entra in agenzia

25 Maggio 10:56 2016

Anche se dal Duemila ad oggi si è passati dal 54% al 46% di popolazione attiva che effettua almeno una vacanza l’anno, quello italiano resta un popolo di viaggiatori: il 50% di chi parte sceglie un viaggio itinerante e cresce l’investimento per le vacanze esperenziali (il 36% propende al viaggio-avventura o di scoperta). Sono i dati dello studio Gfk presentata a Roma dal presidente onorario Beppe Minoia e da Daniela Mastropasqua, industry lead travel & hospitality della società di ricerche.

«Tra le indicazioni più preziose – ha sottolineato Minoia – ci sono le modalità di vacanza espresse dagli italiani: l’88% vuole cambiare meta ogni anno e il 55% sceglie un viaggio culturali, mentre il 58% preferisce volare low cost, affidandosi nel 22% dei casi a un’agenzia di viaggi, in particolare chi effettua una sola vacanza l’anno. Non vogliono avere sorprese e si affidano a consulenti professionisti». Altre indicazioni utili riguardano l’utilizzo di internet che ha ormai toccato il 76% dei casi, l’interlocuzione delle Olta nel 20% dei casi e il fatto che il web non è più solo un’opzione operativa utilizzata dai giovani, ma molto frequentata anche dal target over 50.
C’è dunque spazio nell’outgoing per nuovi paesi da proporre, soprattutto all’insegna dell’esplorazione e della scoperta. Riguardo ai target, avanzano i backpapers (25%, pari a 6 milioni di viaggiatori) che amano internet e i prodotti low cost, e l’holiday village (24%, pari a 5,7 milioni di turisti italiani) che ama il divertimento, la stanzialità e la convivialità. C’è poi il macro target di relax e natura (21%, pari a 5 milioni) che predilige paesaggi e abitudinarietà, con età media superiore ai 50 anni; e i voyager (20%, ovvero 4,8 milioni di vacanzieri) che amano la cultura e gli itinerari esplorativi. Infine gli all inclusive (8%, pari a circa 2 milioni) che scelgono strutture organizzate, sicurezza, comodità e benessere, affidandosi quasi sempre alle adv.

Ma allora quali sono i target di riferimento per le agenzie di viaggi? Sicuramente le famiglie, seguite dalle coppie; mentre i Millennials e i single sono sempre più propensi a organizzarsi per proprio conto.
E sul fronte incoming? Daniela Mastropasqua ha evidenziato che, sebbene il picco resti agosto, ci sono buone opportunità per allungare la stagionalità: «Ci siamo chiesti se il boom dell’Italia previsto per quest’estate dipenda dalla debolezza di competitor come Turchia e Tunisia. La risposta è no. Già dallo scorso anno ci sono segnali di rilancio: l’Italia è tra le prime scelte di molti mercati esteri».

È stato presentato anche uno studio della Fondazione “Italia Patria della Bellezza” presentato da Paolo Anselmi: «Mentre vantiamo plus vincenti come arte, cucina e bellezze naturali, siamo deficitari per servizi, sicurezza, ordine, pulizia e rispetto dell’ambiente. Handicap che colpiscono soprattutto città come Roma, Firenze e Venezia». Nel frattempo, «quei turisti stranieri che si avventurano nelle Marche, in Umbria e in Puglia trovano un buon livello di accoglienza, efficienza e pulizia. Fattori penalizzanti per le grandi mete, che per le località minori diventano assi nella manica. L’opportunità del nostro paese è lanciare destinazioni italiane alternative».
Il team di RaiCom ha poi presentato la piattaforma “Italiana”, strumento che attraverso rivista cartacea, sito web e canali social può diventare un veicolo di alta visibilità per l’eccellenza italiana, a disposizione di istituzioni, regioni e grandi marchi. Con racconti e filmati inseriti nei grandi circuiti mondiali, magari venduti in mercati popolosi come la Cina.

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L'Autore

Andrea Lovelock
Andrea Lovelock

Giornalista, esperto di travel industry, docente di Comunicazione turistica. Appassionato di musica e viaggi on the road.

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