Giappone sottotono senza turisti cinesi

Giappone sottotono senza turisti cinesi
20 Luglio 07:00 2026

No chineses, no tourism. Si può riassumere così la sofferenza della destinazione Giappone che risulta in calo nel primo semestre dell’anno, soprattutto a causa del crollo del turismo cinese dovuto alla grave crisi diplomatica tra i due Paesi.

Nel 2025, il Giappone aveva fatto registrare un record per il turismo, accogliendo oltre 42,7 milioni di visitatori internazionali. Purtroppo quest’anno il trend risulta negativo con 21 milioni di visitatori nella prima metà dell’anno, in flessione (-2%) rispetto al primo semestre dello scorso anno.

Secondo i dati pubblicati dall’Organizzazione Nazionale del Turismo Giapponese (Jnto), nel primo semestre dell’anno si è registrato un autentico crollo del mercato cinese che si è attestato sul -56,4% pari a una perdita di oltre 2,6 milioni di turisti cinesi rispetto all’anno precedente. Vale la pena ricordare che è proprio la Cina a essere il principale mercato di provenienza per il Giappone.

L’origine di questa frattura è politica: nel novembre 2025, il primo ministro giapponese Sanae Takaichi aveva infatti ipotizzato  la possibilità di un intervento militare in caso di attacco cinese a Taiwan. In quella occasione Pechino ha reagito con forza, sconsigliando ufficialmente ai propri cittadini di recarsi in Giappone cittadini e attuando misure di pressione economica contro Tokyo. Un boicottaggio costato carissimo per gli introiti derivanti dal turismo  ricettivo giapponese.

Fortunatamente tutti gli altri mercati stanno registrando crescite significative e in molti casi a doppia cifra: in forte incremento risultano infatti gli arrivi dal Messico (+29,2%), dalla Russia (+24,7%), dall’India (+22,9%), dal Medio Oriente (+10,7%). E seppur più contenuti, risultano in crescita anche i bacini di traffico europei a partire dalla Francia (+8,4%), dalla Spagna (+7,9%) e dalla Germania (+7,5%). Bene anche l’andamento dei mercati degli Stati Uniti (+7,1%), e Canada (+8,2%).

A questo punto c’è da attendersi una offensiva promozionale della Jnto nei mercati europei, non fosse altro per consolidare il flusso di viaggiatori e compensare le gravi perdite subite dal mercato cinese.

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