Lettera aperta della Etf, la European Transport Federation, alla Commissione Ue, nella quale si chiede una governance coordinata per dare priorità agli investimenti che tutelino i posti di lavoro nei trasporti, dal settore aereo a quello ferroviario.
L’organizzazione sindacale rappresenta oltre 5 milioni di lavoratori nei trasporti in Europa. Nella lettera si evidenzia che “le conseguenze del conflitto con l’Iran e dell’escalation nel Golfo non rappresentano uno shock geopolitico isolato. Costituiscono l’ennesimo stress test che l’Unione europea rischia di non superare. Ancora una volta, il sistema dei trasporti europeo si dimostra strutturalmente impreparato. I lavoratori del settore rischiano – ancora una volta – di subire le conseguenze del costante deterioramento delle condizioni di lavoro in tutti i mezzi di trasporto. Non c’è scusa migliore di una crisi per tagliare i diritti dei lavoratori e le tutele sociali. Questo è il risultato di anni di scelte politiche deliberate che hanno innescato una competizione intra-Ue basata sulla riduzione dei costi, esponendo, anziché proteggendo, gli operatori europei a una concorrenza internazionale sleale, portando a una governance frammentata e creando dipendenza da Paesi terzi per la connettività passeggeri e i servizi di trasporto merci, invece di dare priorità alla resilienza, agli investimenti pubblici e a posti di lavoro di qualità”.
Etf esplicita i limiti dell’azione svolta dalla Ue: “Nonostante i ripetuti impegni in materia di preparazione, l’Ue non è riuscita a sviluppare gli strumenti necessari per proteggere il proprio sistema di trasporti e i lavoratori in tempi di crisi. Le misure a breve termine – sussidi, sgravi fiscali e aiuti di emergenza – vengono ripetutamente utilizzate per contenere i danni immediati. Sebbene necessarie, non affrontano il problema di fondo. Ogni crisi rende il settore più debole, più fragile e meno attraente per i lavoratori. Questa traiettoria è insostenibile”.
La federazione invita la Commissione europea ad agire immediatamente su tre priorità non negoziabili: adottare quadri vincolanti e intersettoriali per la gestione delle crisi e la sicurezza di tutti i settori dei trasporti, che includano una forte dimensione dei lavoratori; garantire che le crisi non vengano gestite attraverso pressioni al ribasso su posti di lavoro, salari e condizioni di lavoro; elaborare, in consultazione con le parti sociali, solide strategie di preparazione ai trasporti che garantiscano tutti gli elementi necessari per sistemi di trasporto Ue resilienti. Per avviare questo processo, la Commissione europea dovrebbe convocare senza indugio un tavolo di lavoro di alto livello per elaborare una strategia di resilienza strutturale incentrata su un cambiamento sistemico a lungo termine.
Giornalista, esperto di travel industry, docente di Comunicazione turistica. Appassionato di musica e viaggi on the road.
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