Accor ha annunciato che il suo ceo e presidente, Sébastien Bazin, lascerà il gruppo entro il 2028. È stato proprio Bazin a confermarlo durante l’assemblea degli azionisti: «Sono stato chiaro con il consiglio di amministrazione e il consiglio è stato altrettanto chiaro con me: questo sarà il mio ultimo mandato». Il ceo ha aggiunto che l’iter per la successione è già iniziato e che potrebbe anche lasciare prima del 2028, qualora il consiglio trovasse il candidato giusto.
Il manager guida Accor dal 2013 e ha supervisionato una forte espansione del gruppo, portandolo da 13 a 48 brand alberghieri.
Bazin ha dichiarato di sperare che il suo successore abbia una competenza tecnologica molto più avanzata della sua, un’ammissione sincera in un momento in cui l’intelligenza artificiale sta trasformando il modo in cui gli hotel attraggono, comunicano e servono gli ospiti. «Non sono in grado di anticiparlo, ma spero che il mio successore abbia una comprensione molto più profonda del mondo della tecnologia», ha dichiarato.
Parallelamente, gli azionisti hanno espresso una significativa opposizione al suo pacchetto retributivo relativo al suo pensionamento: oltre il 40% dei votanti si è espresso contro compensi e bonus del ceo in uscita, in netto aumento rispetto all’anno precedente, anche se la proposta è stata comunque approvata.
Secondo diversi osservatori, il voto riflette tensioni crescenti sulla governance aziendale e sulle performance del titolo, nonostante Accor abbia registrato risultati finanziari solidi.



