Ita-Oman Air, accordo di codeshare da giugno

Ita-Oman Air, accordo di codeshare da giugno
26 Maggio 15:35 2026

L’Oman non si ferma. Quella che da molti è definita la Svizzera del Medio Oriente, terra di pace e accoglienza, presenta la sua nuova programmazione e prova a smorzare i venti di guerra rilanciando con attività ricettive attente all’ecosostenibilità, iniziative di trade marketing e nuovi collegamenti aerei sempre più diretti tra l’Italia e Muscat.

A partire da giugno 2026, grazie a un nuovo accordo strategico di codeshare siglato tra la compagnia di bandiera Oman Air e Ita Airways, il Sultanato diventa incredibilmente più vicino. Se fino ad oggi i voli diretti per l’hub di Muscat partivano regolarmente da Milano Malpensa e Roma Fiumicino, l’intesa estiva garantirà coincidenze fluide e dirette dai principali aeroporti di tutta la penisola.

«Si tratta di un’operazione strategica di grande rilievo – spiega Soraya Mohamed Ali, sales executive di Oman Air – che punta a consolidare un mercato, quello italiano, protagonista di una crescita vertiginosa. I viaggiatori avranno un unico biglietto e potranno imbarcare il bagaglio direttamente allo scalo di partenza».

Un assist perfetto per sostenere un trend storico che, sotto la guida del turismo nazionale, ha mostrato un incremento costante fin dal 2010, con l’unica eccezione della parentesi pandemica. Il 2025 ha fatto registrare un risultato record con un aumento del 46,4% degli arrivi dall’Italia rispetto all’anno precedente, posizionando il nostro Paese come terzo mercato europeo.

I dati relativi ai primi tre mesi del 2026 confermano ampiamente l’attrattività della destinazione, con gennaio a +46,9% e un totale trimestrale di 24.769 passeggeri italiani arrivati tramite visto, pari a una crescita del 10,38% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Sebbene a marzo il flusso abbia subito una temporanea battuta d’arresto a causa delle tensioni geopolitiche nell’area, l’Oman si attesta saldamente come il secondo mercato europeo per arrivi con visto dopo il Regno Unito, e il terzo includendo i crocieristi, subito dietro a Gran Bretagna e Germania.

«L’Oman dimostra ancora una volta una straordinaria resilienza e una capacità unica di attrarre il pubblico italiano, che ne riconosce l’autenticità e l’assoluta sicurezza – dichiara Massimo Tocchetti, rappresentante per l’Italia del ministero del Patrimonio culturale e del turismo del Sultanato dell’Oman – ed è per questo che continuiamo a investire sul trade e su un posizionamento di alto livello, fiduciosi che la forza del nostro prodotto saprà superare anche le complessità dell’attuale scenario internazionale».

Il Sultanato vanta infatti un primato d’eccellenza, essendo il quarto Paese più sicuro al mondo secondo i dati del Global Safety Report di Gallup International. Questi valori identitari di neutralità e ospitalità naturale sono il motore della Vision 2040, la strategia che guida la crescita economica e sociale in modo responsabile e rispettoso di ambiente e tradizioni locali.

Per i mesi a venire, l’Ufficio del turismo ha pianificato un’intensa fase di rilancio e promozione, che prevede tra le varie attività anche una serie di webinar dedicati alle agenzie di viaggio italiane. La strategia si focalizzerà su specifici segmenti prioritari: i “culturally curious“, attratti dalla ricca offerta culturale e da mete come Muscat e Nizwa (indicate dal 64,25% degli agenti di viaggio italiani come ideali per il patrimonio tradizionale), i viaggiatori di fascia alta alla ricerca di esperienze esclusive e personalizzate, e gli eco-avventurieri premium.

Un altro segmento strategico è rappresentato dalle famiglie multigenerazionali, un target per cui l’Oman è ideale, sebbene si preveda che sarà l’ultimo a riprendere pienamente i viaggi a causa dell’attuale incertezza internazionale. L’offerta turistica è d’altronde unica, capace di spaziare da deserti sconfinati a un mare cristallino, preservando ogni ecosistema con estrema attenzione.

Per gli amanti dell’outdoor si va dai campi attrezzati a Sharqiya Sands fino alle spedizioni di sei giorni per attraversare il selvaggio deserto del Rub Al Khali, senza dimenticare il turismo montano a Jabal Akhdar, che nel 2025 ha superato i 222.000 visitatori, o lo snorkeling nella Riserva Naturale delle Isole Daymaniyat.

Questo posizionamento di alto livello si riflette nelle importanti novità del settore alberghiero, che supera i canoni del lusso tradizionale per abbracciare l’ospitalità esperienziale. Tra le montagne dell’Hajar, nell’antico villaggio di Wajmah, ha aperto da pochi mesi Alabri Home, albergo diffuso focalizzato sulla gastronomia tradizionale e ingredienti locali.

Nell’ultimo trimestre del 2026 debutterà invece il progetto The Malkai, che offrirà tour di sette notti con soggiorni su misura in tre diversi campi tendati posizionati a Barka, Jabal Akhdar e Sharqiya Sands, mentre nel 2027 sarà la volta di Santani Jabel Shams, eco-resort dedicato al benessere e alla rigenerazione spirituale sulla vetta più alta dell’Oman.

La presenza del Paese si fa sentire con forza anche nei grandi appuntamenti internazionali. Se a livello business l’Oman Convention Bureau ha recentemente conquistato l’Imex di Francoforte per promuovere il turismo congressuale di alto livello, in Italia il Sultanato ha scelto la via della cultura, proprio in questi mesi, l’Oman è protagonista alla Biennale d’Arte di Venezia 2026.

All’Arsenale, il Padiglione Nazionale ospita l’installazione immersiva “Zīnah (Adornment)” dell’artista Haitham Al Busafi, un viaggio sensoriale fatto di sabbia e suoni metallici che rilegge l’antica tradizione equestre del Paese. E per gli amanti delle fragranze, dal 3 al 6 giugno il ministero del Turismo sarà a Milano per Esxence, in collaborazione con la celebre maison di alta profumeria Oman Luxury.

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Serena Martucci
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