Joerg Eberhart lo aveva già anticipato nell’intervista riasciata al Corriere della Sera: «Nessun licenziamento obbligatorio». E così è stato. Ita Airways ha chiuso la vicenda dei 226 esuberi (annunciati da Repubblica), raggiungendo un accordo con i sindacati: le uscite saranno 180 (46 in meno) e “interesseranno solo i lavoratori che manifestino formalmente la propria non opposizione, confermando quindi la natura volontaria del percorso”.
Ita, insomma, è uscita in dribbling da una situazione potenzialmente scomoda, appesantita dal caro carburante e dai conflitti iternazionali, che hanno inciso non poco sui numeri dei primi nove mesi del 2026: una perdita stimata in 80,49 milioni di euro, nonostante un miglioramento dei margini operativi.
L’intesa con le sigle sindacali è stata trovata nell’ambito della procedura avviata ai sensi della Legge 223/1991 e si inserisce nel percorso di trasformazione e sviluppo del vettore, legato all’evoluzione del modello organizzativo, all’aggiornamento delle competenze e alla progressiva integrazione di Ita nel Gruppo Lufthansa, che a breve salirà al 90%.
“Per i lavoratori che aderiranno – comunica Ita – sono previste le misure di sostegno al reddito stabilite dalla normativa vigente, con accesso alla Naspi fino a 24 mesi e all’integrazione del Fondo di solidarietà per il trasporto aereo (Fsta) fino all’80% della retribuzione media di riferimento”.
Non è tutto. “A questi strumenti – prosegue la nota – si aggiunge un incentivo aziendale, differenziato in funzione delle tempistiche di uscita, corrisposto in un’unica soluzione, che consentirà di portare complessivamente il trattamento economico fino al 90-92% della retribuzione di riferimento per il periodo di fruizione della NaspI. Saranno inoltre mantenute le agevolazioni di viaggio con Ita Airways secondo quanto previsto dall’accordo”.
Una soluzione che soddisfa l’amministratore delegato e direttore generale di Ita, Joerg Eberhart: «L’accordo raggiunto è un risultato importante, che ci permette di accompagnare con responsabilità una nuova fase nel percorso di trasformazione e sviluppo di Ita. Abbiamo sempre considerato prioritario affrontare questa evoluzione prestando la massima attenzione alle persone e individuando soluzioni basate sulla volontarietà e su adeguate misure di tutela».


