Conti senza turbolenze per Ita Airways, forte accelerazione nell’integrazione con Lufthansa, ampliamento delle rotte internazionali, ma urgono maggiori tutele dall’Ue per tutti i vettori comunitari.
Nell’intervista ad ampio spettro rilasciata al Corriere della Sera, il ceo e direttore generale di Ita, Joerg Eberhart, ha tracciato un quadro esaustivo della situazione finanziaria della compagnia, anticipando le strategie dell’immediato futuro.
I numeri di Ita
Nel bilancio 2026 l’obiettivo è il pareggio, con un Ebit che potrebbe essere leggermente superiore ai 25,1 milioni di euro registrati nel 2025.
Un risultato significativo, considerando i circa 170 milioni di euro di maggiori costi per il carburante rispetto allo scorso anno e agli oltre 51 milioni di costi legati a “irregolarità operative“, guasti tecnici dovuti a maltempo, crisi geopolitiche e, non ultimi gli accadimenti eccezionali come le eruzioni dell’Etna.
A sostenere i conti – ha spiegato Eberhart – sono stati l’aumento dei ricavi per passeggero, le tariffe medie cresciute meno del 10% e le prime sinergìe con Lufthansa, soprattutto negli acquisti e nella gestione dei contratti con i fornitori.
Biglietti, rincari in vista tra il 15 e il 20%
Eberhart ha poi toccato il tasto dolente dei rincari nella biglietteria aerea: con una copertura dal rischio di oscillazione del prezzo del carburante (fuel hedging) limitata al 20%.
Mantenendo gli attuali prezzi del jet fuel, infatti, il ceo di Ita stima che una compagnia tradizionale dovrebbe aumentare le tariffe tra il 15 e il 20% per evitare di chiudere in perdita.
Per far fronte a questa inevitabile evenienza, la strategìa del vettore è un rigoroso intervento sui costi, una ottimizzazione dei ricavi e, a livello operativo, una sensibile crescita del trasportato con nuove rotte.
Focus sul Sudamerica
Nel piano di sviluppo delle rotte di Ita, al centro dell’attenzione c’è il Centro-Sud America con l’avvìo di voli per Santo Domingo, da questo novembre, di Caracas da fine marzo 2027, di Lima a partire dall’estate 2027 e di New York-Newark previsto entro metà del prossimo anno, con un adeguato slot.
In particolare, l’apertura di Lima è stata anticipata per via delle mosse attuate dal competitor Emirates, che intende volare in quinta libertà da Malpensa alla capitale peruviana.
Inoltre per il 2028, Ita punterà anche ad aprire rotte in Giappone, India e Singapore.
Riguardo ai servizi di bordo, Eberhart ha spiegato che in alcune situazioni la Business Class si riempie più rapidamente dell’Economy e per questo motivo Ita sta valutando, insieme a Lufthansa, una maggiore disponibilità di posti premium sui futuri Airbus A350 nell’ambito degli investimenti previsti per il 2030-2032.
Appello all’Ue: “Più tutela per le compagnie”
Altro aspetto toccato dal ceo di Ita, le istanze rivolte all’Ue. Eberhart chiede un intervento congiunto delle compagnie europee presso Bruxelles per ristabilire condizioni concorrenziali più equilibrate rispetto ai vettori dei Paesi extra-Ue.
In particolare, propone di utilizzare le entrate fiscali generate dal settore per sostenere il comparto nelle fasi di emergenza; valutare la sospensione per uno o due anni delle quote Ets, almeno finché persistono svantaggi competitivi; verificare le condizioni di accesso al mercato europeo dei vettori extra-Ue.
Inoltre, Eberhart ha confermato l’obiettivo di portare la partecipazione Lufthansa in Ita al 90% nel 2027 e di accelerare l’ingresso nella joint venture transatlantica con United Airlines e Air Canada entro il primo trimestre 2027.
Nessun licenziamento obbligatorio
Infine due battute su flotta e personale. Eberhart ha confermato che a novembre sono 11 gli aeromobili a terra per difficoltà di manutenzione legate ai motori Pratt & Whitney.
Eberhart ha pure ventilato l’ipotesi di una possibile azione legale contro il costruttore dei motori, per ottenere il risarcimento dei danni, subordinata a una decisione del Consiglio di amministrazione.
Quale conseguenza di questo pesante “deficit” di macchine, la compagnia ha prolungato l’impiego di quattro Airbus A330, inizialmente destinati a uscire dalla flotta, per avere maggiore capacità operativa e ridurre cancellazioni e costi delle irregolarità.
Sul versante del personale, l’ad ha voluto precisare che ci sono 226 uscite volontarie previste, non licenziamenti obbligatori.
Sono in programma 500 assunzioni a tempo indeterminato entro il 2030, con 400 nuovi piloti e assistenti di volo già nel 2027, oltre alla possibilità di aumentare il numero attraverso una maggiore disponibilità del part-time.
Giornalista, esperto di travel industry, docente di Comunicazione turistica. Appassionato di musica e viaggi on the road.
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