Il 24 febbraio 2022, i cieli dell’Ucraina si svuotarono di aerei di linea commerciali, quando il presidente Putin ordinò alle truppe russe di lanciare un’invasione su vasta scala. Più di quattro anni dopo, i voli rimangono completamente sospesi e gli aeroporti ucraini deserti.
Senza una fine del conflitto in vista e con un cessate il fuoco, anche solo temporaneo, che sembra irraggiungibile, le autorità ucraine si muovono per permettere la ripresa dei voli commerciali. Il governo di Kiev ha infatti istituito un team di esperti per la riapertura degli aeroporti di Kiev e Leopoli.
LE INTENZIONI DI KIEV
L’Ucraina intende iniziare con una riapertura molto limitata dello spazio aereo, puntando alla ripresa dei voli da Leopoli, che si trova vicino al confine con la Polonia, riducendo così il rischio di attacchi russi. L’obiettivo, però, è riaprire lo scalo di Boryspil, il più importante del Paese, a circa 30 chilometri da Kiev.
Il ministro dello Sviluppo, Oleksii Kuleba, ha firmato il decreto che istituisce il team, nominando il suo vice Serhii Derkach a presiedere l’organismo. Il suo mandato è quello di elaborare proposte per la dirigenza ministeriale sulle misure da adottare per la ripresa dei voli civili nello spazio aereo ucraino e per la protezione delle infrastrutture aeronautiche critiche.
Oltre a Derkach, i membri includono i direttori degli aeroporti internazionali di Boryspil, Leopoli e Kiev, ufficiali militari e specialisti dell’amministrazione statale dell’aviazione e di Ukraerorukh, il servizio di controllo del traffico aereo del Paese.
Si stima che i voli potrebbero riprendere entro circa 45-50 giorni. «L’aviazione ucraina è pronta a riaprire, garantendo la sicurezza dei passeggeri come priorità assoluta», ha dichiarato Kuleba. Non è la prima volta, tuttavia, che i funzionari ucraini ipotizzano di riaprire lo spazio aereo ai voli commerciali.
UN AFFARE CHIAMATO UCRAINA
Nel 2023, l’amministratore delegato di Ryanair Holdings, Michael O’Leary, effettuò una visita a sorpresa in Ucraina, incontrando importanti funzionari a Kiev, prima di recarsi all’aeroporto internazionale di Boryspil per ispezionare le condizioni dell’aeroporto, comprese le aree di ritiro bagagli, check-in e gate d’imbarco.
O’Leary dichiarò all’epoca che Ryanair era pronta a investire 3 milioni di dollari per ricostruire il settore dell’aviazione commerciale ucraina, affermando che la compagnia irlandese sarebbe tornata a operare voli per l’Ucraina non appena fosse stato possibile farlo in sicurezza, aggiungendo fino a cinque milioni di posti da e per il Paese entro i primi 12 mesi dalla riapertura dello spazio aereo. L’ipotesi era stata rilanciata all’inizio del 2025, durante un’intervista. Ryanair, comunque, non è stata l’unica a mostrare interesse. Chi farà volare di nuovo l’Ucraina?


