Dai turisti esteri arriva la principale opportunità di crescita per l’Italia secondo lo Shopping Tourism Italian Monitor 2026, presentato in apertura della nona edizione di Shopping Tourism – il forum italiano.
Secondo la nuova indagine, effettuata a campione dai ricercatori di Risposte Turismo, gli shopping tourist stranieri rappresentano il mercato a cui guardare maggiormente per tutti gli operatori dello shopping tourism attivi nel nostro Paese, a fronte di un minor interesse e propensione a viaggiare per shopping della domanda italiana, che costituisce comunque un segmento rilevante pari a circa il 22% del totale dei viaggiatori italiani intervistati.
«Le indagini condotte negli anni da Risposte Turismo mostrano una maggiore propensione dei turisti internazionali a viaggiare per shopping – ha dichiarato Francesco di Cesare, presidente Risposte Turismo – Tale rilievo nulla toglie alla dimensione del fenomeno e alle potenzialità che esso esprime per l’Italia come destinazione. Piuttosto, è da considerarsi come una preziosa indicazione strategica per gli operatori e per l’intera offerta italiana, che può trovare proprio nella domanda internazionale un mercato ad alto potenziale sul quale concentrare sempre più attenzione, investimenti e capacità di attrazione».
La nuova analisi degli shopping tourist di nazionalità italiana
La nuova edizione di Shopping Tourism Italian Monitor evidenzia le caratteristiche del turista italiano dello shopping. Sul piano anagrafico, emerge un profilo del viaggiatore intervistato molto differente da quello degli altri mercati indagati quest’anno (Spagna e Uk): la fascia con la quota più alta di shopping tourism risulta, infatti, quella over 60 (36%), mentre spagnoli e britannici mostrano una propensione più marcata tra i giovani.
Per quanto riguarda le preferenze, invece, i nostri connazionali si allineano a britannici e spagnoli, con sconti, saldi e promozioni (66%) e la presenza di produzioni tipiche o di prodotti particolari e unici (55%) a orientare la scelta della destinazione.
Tra le tipologie di store preferite in un viaggio in Italia, al primo posto mercatini e bancarelle di prodotti tipici (30%) e piccole botteghe di artigiani locali (29%), davanti agli outlet con sconti sui marchi di lusso (17%) e alle boutique dei marchi italiani celebri (9%). Coerentemente, l’acquisto irrinunciabile è il piccolo souvenir locale, comprato sempre o quasi sempre dall’86% degli shopping tourist italiani, seguito da cibo e bevande analcoliche (73%).
Dall’analisi di Risposte Turismo sul segmento degli shopping tourist italiani spiccano anche due fenomeni meritevoli di attenzione. Il primo è il peso crescente del digitale nella scelta della destinazione: il 79% del campione intervistato si dichiara influenzato abbastanza o molto da recensioni online e social media, contro il 52% della rilevazione precedente. Il secondo è una spesa media giornaliera che si sposta verso il basso, con la fascia 26-50 euro che passa dal 22% al 41%. Il turista italiano che viaggia per shopping, infine, resta più propenso a spendere di chi viaggia per altre ragioni, ma sceglie con più attenzione, e lo fa privilegiando la tipicità e l’artigianato rispetto al marchio.
Italia al secondo posto per numero di outlet
Per quanto riguarda i luoghi dello shopping nel nostro Paese, la mappatura contenuta all’interno dell’edizione 2026 di Shopping Tourism Italian Monitor evidenzia come nel 2026, l’Italia si confermerà il secondo Paese europeo per numero di outlet operativi con 27 centri che potranno diventare 28 con la nuova apertura del Roma Outlet Village prevista per fine anno, per una superficie complessiva di 788mila mq, davanti alla Francia (23) e dietro a Uk (38).


