Spirit Airlines è morta, evviva Spirit Airlines. Come l’araba fenice, l’ultra low cost americana – che ha chiuso i battenti il 2 maggio dopo oltre 30 anni di attività – può risorgere dalle proprie ceneri grazie a“Let’s Buy Spirit”, una raccolta fondi portata avanti dai clienti.
L’obiettivo è riportare in attività il vettore, trasformandolo in una realtà ad azionariato diffuso sul modello dei Green Bay Packers, unica franchigia della Nfl – National Football League, la più grande lega professionistica al mondo di football americano – in mano ai propri sostenitori.
Nel giro di pochi giorni la campagna ha già raccolto impegni per 88 milioni di dollari da parte di oltre 36.000 persone, segno di un forte attaccamento da parte di una base di passeggeri che vede in Spirit un pilastro per viaggiare a prezzi contenuti.
L’obiettivo indicato dagli organizzatori è quota 1,7 miliardi di dollari in impegni complessivi, cifra comunque molto distante dalle valutazioni emerse nelle precedenti trattative industriali.
Il vettore ha annunciato la cancellazione immediata di tutti i voli e l’avvio di una procedura di chiusura ordinata, lasciando migliaia di passeggeri senza alternative immediate e coinvolgendo circa 17.000 dipendenti, dopo anni complessi segnati da ristrutturazioni finanziarie, tentativi di rilancio e ricerca di nuovi capitali
Nel 2022 JetBlue aveva tentato di rilevare Spirit con un’offerta da circa 3,8 miliardi di dollari, ma l’operazione non è andata in porto. La compagnia avrebbe anche cercato un sostegno federale da 500 milioni di dollari, senza però arrivare a un accordo definitivo.


