Usa: passeggeri magri, minori costi per le compagnie aeree

Usa: passeggeri magri, minori costi per le compagnie aeree
20 Gennaio 11:27 2026

I farmaci dimagranti stanno trasformando la vita di milioni di persone. Presto, trasformeranno anche quella delle compagnie aeree. In questi giorni, tutte le grandi testate nazionali, negli Stati Uniti, stanno citando uno studio pubblicato, la scorsa settimana, da Jefferies, una società di servizi finanziari che, in quanto tale, presenta i dati, senza moralismi e senza remore. E poco male se qualcuno storcerà il naso.

A passeggeri più magri, infatti, corrisponde un minor carico per i velivoli. E le quattro maggiori compagnie aeree statunitensi – American Airlines, Delta Air Lines, Southwest Airlines e United Airlines – potrebbero risparmiare complessivamente fino a 580 milioni di dollari all’anno sul carburante grazie ai farmaci dimagranti, noti come Glp-1.

Sheila Kahyaoglu, analista di Jefferies e co-autrice dello studio, ha affermato che i risultati non la sorprendono. «È logico che anche il peso dei passeggeri influisca sui costi», ha affermato. «Più pesante è un aereo, più i motori devono lavorare per generare la spinta necessaria. Una società più snella equivale a un minor consumo di carburante».

LA BATTAGLIA CONTRO IL PESO

Il carburante è tra le spese più ingenti per le compagnie aeree. Lo studio di Jefferies stima che le quattro compagnie aeree consumeranno complessivamente 16 miliardi di galloni di carburante nel 2026, per un costo totale di 38,6 miliardi di dollari, quasi il 20% delle loro spese totali. Anche gli investitori potrebbero trarne vantaggio: i ricercatori hanno stimato che una riduzione del 2% del peso dell’aereo potrebbe aumentare l’utile per azione di circa il 4%.

Compagnie aeree come Air New Zealand, Finnair e Korean Air sono state criticate, in passato, per aver pesato alcuni passeggeri al gate per questioni di bilanciamento, una pratica più comune sugli aerei con pochi passeggeri, dove una piccola variazione nella distribuzione del peso può influire sul modo in cui l’aereo vola.

Per le principali compagnie aeree, gli sforzi per ridurre il peso e risparmiare denaro hanno talvolta virato all’estremo. Quarant’anni fa, per esempio, scrive il New York Times, American eliminò un’oliva dall’insalata di ogni passeggero, risparmiando 40mila dollari all’anno in costi di cibo e carburante.

“Le compagnie aeree sono storicamente attente al risparmio di peso, dalle olive (senza nocciolo, ovviamente) alla carta”, ha affermato il rapporto. “Finora, la circonferenza della vita dei passeggeri è stata fuori dal loro controllo”.

Alla fine di gennaio, intanto, entrerà in vigore una nuova policy di Southwest: chi non riuscirà a sedersi comodamente tra i due braccioli del sedile, dovrà comprare un secondo biglietto aereo. Addio sedile in più gratis, quindi. Non un cambio di politica marginale: negli Stati Uniti, circa il 74% della popolazione adulta è in sovrappeso oppure obesa.

LE SCELTE DELLE COMPAGNIE

Il modo in cui le compagnie aeree gestiscono il problema delle persone in sovrappeso varia, ma in genere è possibile prenotare un posto extra se si ha bisogno di più spazio rispetto al posto standard, pagando meno di un posto singolo.

Air France, ad esempio, offre la possibilità di acquistare un secondo posto con uno sconto del 25%, totalmente rimborsabile se il volo non è al completo. Anche Ryanair richiede la prenotazione anticipata di un posto aggiuntivo per motivi di spazio, il cosiddetto “comfort seat”. Virgin Atlantic, invece, consente l’acquisto di un secondo biglietto senza tasse o costi aggiuntivi.

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