Alitalia rinascerà tedesca. La versione di Turicchi (Ita)

Alitalia rinascerà tedesca. La versione di Turicchi (Ita)
29 Maggio 10:11 2023 Stampa questo articolo

Un partner industriale importante, un accordo che permetterà a Ita Airways di raggiungere l’utile e di crescere. E sullo sfondo il possibile ritorno in campo del brand Alitalia. Il presidente della compagnia di bandiera, Antonino Turicchi, nominato dal Mef a novembre dopo la burrascosa fuoriuscita di Alfredo Altavilla, è convinto che il matrimonio Ita-Lufthansa sia la via giusta per dare un futuro al vettore nato dalla ceneri di Alitalia.

L’investimento di Lufthansa

«Abbiamo raggiunto l’accordo con un partner industriale che crede nel progetto e che ha deciso di fare un investimento importante – racconta in un’intervista al Corriere della Sera – Ora si procederà in tre fasi. La prima, dopo il via libera dell’Antitrust Ue, vedrà l’aumento di capitale riservato a Lufthansa da 325 milioni per il 41% di Ita».

Secondo Turicchi, inoltre, il via libera europeo non arriverà prima dell’autunno; poi «nella seconda fase, tra il 2025 e il 2027, Lufthansa avrà la possibilità di acquisire il 49% dal Mef a un prezzo fissato in 325 milioni. Se alla fine del 2027 Ita avrà raggiunto gli obiettivi del piano Lufthansa riconoscerà al ministero un earn out di 100 milioni. Nella terza fase, prevista nel 2028-2029, Lufthansa potrà acquisire il restante 10% versando altri 79 milioni. Parliamo di un investimento complessivo di 829 milioni».

Ma il presidente di Ita risponde anche alle critiche di sostiene che l’operazione comporti una svendita della compagnia aerea di bandiera. «Quello che facciamo è consentire a Ita di fare utili grazie a un partner industriale che si impegna a sostenere il progetto e a svilupparlo. La nostra compagnia deve diventare un progetto di successo».

La fase di transizione

Turicchi, inoltre, sostiene che non ci siano stati altri soggetti interessati – «non ho avuto file di persone che hanno bussato alla porta e mi hanno detto “ecco 325 milioni”. Magari le avessi avute – mentre l’ingresso di Lufthansa presuppone un cambio della governance, 
«sarà una struttura semplice. Il cda resterà a cinque membri: tre, tra i quali il presidente, saranno nominati dal Mef. Gli altri due, incluso l’amministratore delegato, saranno scelti da Lufthansa».

Se Turicchi non esclude una proroga del suo ruolo in Ita in questa fase transizione – «avevo il compito di portare a termine l’operazione. Magari ci ho messo qualche mese in più ma ce l’abbiamo fatta. Voglio dare una mano, non voglio avere responsabilità operative in Ita» – il presidente intanto traccia il percorso degli obiettivi annuali.

«Puntiamo a portare Ita al pareggio operativo al momento dell’ingresso di Lufthansa. Abbiamo preventivato di chiudere il 2023 con un Ebitda a -66 milioni, ma stiamo andando meglio e il contributo commerciale di Lufthansa potrebbe portarci rapidamente risultati ancora più positivi. Se faremo una buona stagione estiva potremo avvicinarci al break even. Per me è importante perché vuol dire che abbiamo un’azienda che vola, non perde e ha le caratteristiche per crescere».

Secondo Il Corriere, l’obiettivo del presidente per il 2027 è arrivare a 4,1 miliardi di ricavi con un ebitda positivo per oltre 700 milioni e una redditività dell’8%.

Il passato e il futuro di Alitalia

Sulla flotta di Ita, inoltre, è fondamentale l’investimento sul long haul, al contrari di quanto accaduto in passato per Alitalia. «Entro il 2027 gli aerei per il lungo raggio saranno 34, più di un terzo del totale, che porteranno nelle casse circa 1,9 miliardi di euro, quindi il 46% dei ricavi complessivi. Le operazioni fatte con Alitalia (Ethiad, per esempio, ndr) non avevano queste possibilità. Riusciremo a ottenere enormi sinergie commerciali, operative e gestionali con Lufthansa. E con loro al 90-100% ci sarà la garanzia di avere un socio industriale solido, intenzionato a effettuare un’operazione unica nel Paese».

Riguardo le attuali cause degli ex dipendenti AZ contro la newco Ita, Turicchi è chiaro – «se le cause dovessero rimettere in discussione la discontinuità tra Ita e Alitalia i tedeschi potranno esercitare il diritto di recesso: ipotesi che ritengo remota» – ma riprende il tema di un ritorno in volo dello storico brand.

«Ita ha elementi di riconoscibilità inferiori a quelli di Alitalia, non possiamo negarlo, se non altro perché esiste da poco tempo – ricorda Turicchi – Quando l’azienda raggiungerà certi obiettivi magari potrebbe aver senso riportarlo in vita. Ma prima puntiamo a fare gli utili, poi si vedrà».

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