American Airlines, così fan tutte: ricavi record, ma l’outlook è cupo

American Airlines, così fan tutte: ricavi record, ma l’outlook è cupo
23 Ottobre 07:00 2026

A guardare l’ultima delle trimestrali delle quattro maggiori compagnie aeree statunitensi, quella di American Airlines, emerge un tratto comune ben definito: la domanda resta solida e, complice l’aumento delle tariffe e la crescita del segmento premium, si registrano ricavi record. Ma il caro jet fuel pesa enormemente sugli utili e sull’outlook.

American Airlines ha chiuso il terzo trimestre 2026 in rosso e ha rivisto pesantemente al ribasso le previsioni per l’intero esercizio, annunciando anche un rallentamento della crescita del network nel 2027.

Per l’ultimo trimestre dell’anno, American prevede un aumento dei ricavi compreso tra il 19,5% e il 22,5% rispetto al 2025 e una crescita della capacità tra il 5,5% e il 6,5%. La compagnia, però, stima un’ulteriore perdita rettificata per azione tra 50 centesimi e 1,10 dollari, ipotizzando un prezzo medio del carburante di circa 4,70 dollari al gallone.

Per il 2026, prevista ora una perdita rettificata per azione compresa tra 1 e 1,60 dollari, contro la precedente stima che oscillava tra un utile di 65 centesimi e una perdita dello stesso importo. American Airlines è la quarta grande compagnia americana, dopo Delta, United e Southwest, a tagliare l’outlook a causa del caro carburante, provocato in gran parte dal conflitto in Iran. Anche Alaska Air,  quinto gruppo sul mercato statunitense, ha registrato ricavi in crescita e una perdita trimestrale, dovendo poi tagliare l’outlook.

Nel trimestre luglio-settembre, i ricavi sono cresciuti del 19,3% a 16,34 miliardi di dollari, superando le aspettative degli analisti. Ma la perdita netta è salita a 269 milioni di dollari, contro i 114 milioni dello stesso periodo del 2025. La perdita rettificata per azione si è attestata a 28 centesimi, contro i 35 centesimi previsti dal mercato.

Sempre il jet fuel

A pesare sui conti è stato soprattutto il carburante, la cui spesa è aumentata del 67,5% su base annua, raggiungendo i 4,64 miliardi di dollari: circa 1,9 miliardi in più rispetto al terzo trimestre 2025. Un incremento che la crescita dei ricavi, sostenuta anche dalle tariffe più elevate, non è riuscita a compensare.

«American ha registrato ricavi record nel terzo trimestre e la più forte crescita dei ricavi su base annua della mia carriera, trainata soprattutto dalle performance del segmento premium», ha dichiarato il ceo, Robert Isom. «Gli investimenti che stiamo realizzando nei quattro pilastri della nostra strategia commerciale stanno funzionando e prevediamo un altro trimestre di crescita record dei ricavi per chiudere l’anno».

Salvezza premium

La domanda premium e il business travel continuano a rappresentare i principali motori della crescita. Nel terzo trimestre, i ricavi premium sono aumentati del 22,9%, mentre i ricavi unitari del segmento sono cresciuti del 18,5%, oltre quattro punti percentuali in più rispetto alla Main Cabin. Oggi, i prodotti premium generano circa la metà dei ricavi da biglietteria, pur rappresentando soltanto il 30% dei posti disponibili.

Ancora più sostenuta la crescita del segmento corporate: i ricavi derivanti dai viaggi d’affari gestiti attraverso accordi aziendali sono aumentati del 27,6%, segnando il sesto trimestre consecutivo di incrementi a doppia cifra.

L’espansione del network

Il caro carburante rischia però di frenare l’espansione del network nel 2027. American Airlines ha confermato che prevede un rallentamento del ritmo di crescita della capacità rispetto al 2026. Il management ha già avvertito che il persistere di prezzi elevati del jet fuel potrebbe richiedere ulteriori aggiustamenti dell’offerta, privilegiando la redditività dei collegamenti rispetto all’espansione dei volumi.

La compagnia non rinuncia, tuttavia, allo sviluppo internazionale. Per il 2027, ha annunciato sette nuove rotte, con un rafforzamento soprattutto sul mercato europeo. Tra le novità, figurano i collegamenti da Philadelphia verso Porto, Vienna e Reykjavik, da New York Jfk verso Amsterdam e Nizza e da Charlotte verso Barcellona. Previsto anche il nuovo Chicago-Tokyo Narita e l’introduzione di una quarta frequenza giornaliera tra New York Jfk e Londra Heathrow.

Novità anche per il mercato italiano: American anticiperà al 4 marzo 2027 la ripresa del collegamento stagionale tra Miami e Milano Malpensa, prolungando così la stagione operativa sulla rotta. Lo stesso anticipo interesserà il Charlotte-Parigi.

Una strategia che punta dunque a una crescita più selettiva, concentrando gli investimenti sui mercati internazionali e sui prodotti a maggiore redditività. In questa direzione, si inseriscono anche il potenziamento dell’offerta premium, con nuovi Boeing 787-9 e Airbus A321Xlr, e gli investimenti nell’esperienza di bordo, tra cui l’installazione della connettività Starlink sull’intera flotta principale.

L'Autore

Patrizio Cairoli
Patrizio Cairoli

Guarda altri articoli