Fino al 30 aprile, in occasione del FuoriSalone, l’Università Statale di Milano diventa il cuore pulsante di una delle mostre più attese della Design Week milanese: quella organizzata dalla rivista Interni diretta da Gilda Bojardi dal 1994.
“Interni materiae” è il titolo del concept di questa edizione che, oltre all’Università Statale anima altri luoghi iconici della città: l’Orto Botanico di Brera, Portrait Milano, Eataly Smeraldo e Urban Up Unipol De Castillia 23. Oltre 40 installazioni trasformano Milano in un laboratorio a cielo aperto del design internazionale, offrendo a cittadini, professionisti e curiosi un’esperienza culturale e sensoriale senza precedenti.
Siamo andati all’inaugurazione e abbiamo avuto modo di ammirare le numerose installazioni ospitate nei suggestivi cortili e porticati dell’Università.

Presenti all’inaugurazione, il 19 aprile, oltre alla direttrice Gilda Bojardi, figure di spicco come Otmar Michaeler, ceo di Falkensteiner Michaeler Tourism Group, che ha evidenziato come il binomio tra architettura e design sia oggi un asset fondamentale per il settore dell’ospitalità di alto livello.
DESIGN E TURISMO: UN DIALOGO CHE VALORIZZA LA DESTINAZIONE
La mostra “Interni Materiae” non è solo un evento di design, ma un’opportunità per riscoprire Milano attraverso una lente diversa.
L’inserimento delle installazioni all’interno di un luogo storico come la Ca’ Granda crea un dialogo potente tra passato e presente, trasformando la visita in un’esperienza che unisce cultura, architettura e innovazione.
Un esempio concreto di come grandi eventi come il FuoriSalone possano valorizzare il patrimonio storico della città, attirando un pubblico internazionale e contribuendo a raccontare Milano non solo come capitale del design, ma anche come destinazione culturale stratificata e in continua evoluzione.
IL CONCEPT DELLA MOSTRA
Il percorso curatoriale di Materiae, che coinvolge i cinque luoghi, punta a esplorare il design non solo come estetica, ma come valore progettuale e culturale.
L’esposizione pone l’accento sulla sostenibilità e sulle nuove tecnologie, come la stampa 3D e l’uso di biomateriali. Si tratta di un’arena multidisciplinare dove design, architettura, ecologia e filosofia dialogano per immaginare un futuro più equo e rigenerativo. Ogni installazione rappresenta un capitolo di una narrazione corale che invita il visitatore a un’esperienza partecipativa e sensoriale.
LE INSTALLAZIONI DELL’UNIVERSITÀ STATALE
L’Università Statale è senza dubbio una delle tappe imperdibili del FuoriSalone sia per la presenza di note firme internazionali, sia per l’ampia proposta di installazioni che contribuiscono a valorizzare e dare risalto all’antico complesso architettonico rendendolo suggestivo.
Tra le tante installazioni, nel Cortile d’Onore spicca un’opera potente che richiama l’orrore della guerra ma anche la forza della rinascita: “Mater” di Alessandro Scandurra deriva dall’esperienza della ricostruzione delle scuole in Ucraina, pur portando in scena la materia della distruzione. Le immagini sono state girate durante la preview ospitata da Interni e da Otmar Michaeler.
Nel Cortile del ‘700, Piero Lissoni dialoga con San Lorenzo, mentre nel Cortile della Farmacia Marco Nereo Rotelli firma un’installazione interattiva con Veolia e Domyn che invita il visitatore rispondere a dei quesiti sui problemi climatici e ambientali, restituendo una poesia. Nel Cortile d’Onore, una costellazione di progetti firmati da studi e designer di rilievo internazionale, tra cui Snøhetta per Vitra, Michele De Lucchi per Zambon, Richard Orlinski per Fidenza Village.
Il percorso si completa tra loggiati, porticati e spazi interni, con installazioni immersive, Design Islands e outdoor lounges che ampliano ulteriormente l’esperienza del visitatore, trasformando l’università in un laboratorio diffuso del design contemporaneo.
L’UNIVERSITÀ STATALE DI MILANO: UN PO’ DI STORIA
Ciò che rende unica l’esperienza è il contesto in cui prende forma: la “Ca’ Granda dei Milanesi”. Fondato nel 1456 da Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti, il complesso nacque per accogliere e curare i malati poveri, riunendo in un unico luogo i diversi ospedali cittadini.
Il progetto fu affidato al Filarete, che ideò una struttura innovativa per l’epoca: un sistema razionale di cortili e spazi porticati pensati per garantire luce, aria e funzionalità.
Nel corso dei secoli, la Ca’ Granda ha attraversato profonde trasformazioni: da ospedale a sede universitaria, passando per i danni subiti durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale e i successivi restauri che hanno saputo integrare antico e moderno. Oggi rappresenta uno degli esempi più significativi di architettura rinascimentale a Milano, oltre che un importante polo culturale.



