Mare Italia, il bicchiere è mezzo pieno

Mare Italia, il bicchiere è mezzo pieno
27 Aprile 13:21 2026

SCANZANO JONICO – Il mare Italia c’è e lotta insieme a noi. O meglio, insieme a operatori e agenti. La guerra in Medio Oriente suggerirebbe un forte rimbalzo, ma il bicchiere ad oggi è ancora mezzo pieno: «Il mercato sta perdendo il 2-3%, ma a oggi oltre il 50% degli italiani non ha scelto la vacanza, c’è tanta gente da convincere, dobbiamo stare pronti e non scoraggiarci». Pensieri e parole di Massimo Diana, direttore commerciale di Ota Viaggi e deus ex machina di Obiettivo X, la maxi convention che ha portato in Basilicata agenzie, partner, associazioni, persino competitor, per illustrare strategie e novità del mare Italia, core business del tour operator e – con molta probabilità – protagonista dell’estate 2026, con l’asse del travel spostato verso sud-ovest, complice la crisi del Golfo che si trascina dietro le polemiche sul jet fuel.

Occhio ai prezzi, ma una certezza, ribadiscono in coro tour operator e adv: il turismo organizzato offre tutele e garanzie, il fai da te va arginato.

SEGNALI POSITIVI

Ota Obiettivo X Credit LadvNel teatro del Club hotel Portogreco che ci ospita, il countdown scandisce i minuti che mancano all’apertura dell’evento: oltre 500 gli invitati – 344 agenti di viaggi, 122 ospiti, 11 network, 5 associazioni di categoria, 14 testate giornalistiche – 35 i partner e fra quelli nuovi spicca Cuba, che smentisce tutte le difficoltà segnalate via media.

«Siamo in un mercato dove non basta esserci, ma capire dove andare e serve lucidità, serve visione – è l’introduzione di Diana al primo panel con alcune delle sigle più importanti della resortistica italiana – Obiettivo X dev’essere un momento di confronto con manager e adv. Non bisogna deprimersi se le cose vanno male: dobbiamo ammettere che è un momento difficile, ma abbiamo già superato le Torri Gemelle e il Covid».

E poi, dopo un periodo difficile, i dati cominciano a essere incoraggianti: «Qualche segnale c’è – svela Stefano Maria Simei, direttore generale Futura Vacanze – L’inizio di aprile è stato poco felice, ma negli ultimi giorni sono arrivati segnali positivi. Il mare Italia è la prima destinazione anche in tempo di pace. È il prodotto è più complicato da vendere, ma può dare grandi soddisfazioni nel tempo perché riguarda il target famiglie».

«Dobbiamo essere più uniti anche se non va tutto bene, ma non è vero che va tutto male – rimarca Isabella Candelori, direttore commerciale trade Italia Nicolaus – Ripartiamo proprio dal mare Italia, anche se gli agenti non lo amano particolarmente, perché è un prodotto non semplice. Poi la speranza è vendere tutto il resto. Ci dobbiamo muovere con buon senso perché il momento è complesso. Nonostante tutto, l’italiano va in vacanza e dovremo affrontare quest’onda anomala per accontentare le esigenze dei clienti».

Salvatore Piazza, vice direttore generale Th Group (50 anni l’anno prossimo) ricorda che «la nostra azienda nasce in montagna, poi si è affacciata sulle coste italiane e nelle città. Il mare Italia è la parte della nostra attività che ci impegna di più, ma restituisce di meno, perché ha meno marginalità e più rischio. Va detto però che è un segmento tipicamente nostro, ricco e ha bisogno di maggiore attenzione, anche da parte del legislatore».

C’è un altro aspetto da considerare, osserva Marco Masserini, group director of sales Bluserena: «Ci sono Paesi più organizzati di noi per la destagionalizzazione, con più infrastrutture e servizi utili anche nei mesi non di punta. Va detto che ci sono tanti mercati che stanno scoprendo ora il mare Italia, non sola la Sardegna, ma anche Calabria, Costa jonica e Puglia».

LA FLESSIBILITÀ FA LA DIFFERENZA

«Sono venuti 344 agenti di viaggi, che hanno fatto molti sacrifici per esserci – fa sapere Diana – Quello che apprezzano dell’azienda è l’umanità soprattutto in questo momento di trasformazione del tour operating nazionale. La famiglia Aprea mi ha permesso da sempre di essere il frontman e questo viene apprezzato dagli operatori, perché abbiamo conservato quell’identità di normalità. Tra i miei obiettivi c’è sempre quello di parlare di turismo a chi non lo conosce».

Diana Obiettivo X Credit Ladv

Massimo Diana con Antonio Vitiello, direttore Marketing Ota, e l’attore Francesco Mastandrea

Di una cosa Diana è sicuro: appena la guerra finirà, tutto tornerà alla normalità: «C’è un’enorme potenzialità e non solo nel mare Italia. Quando la crisi terminerà l’Egitto volerà. Il vero problema? Il prezzo, che è già alto. La sensazione del percepito è che l’Italia sia cara e a questo vanno aggiunti gli aumenti che stiamo vivendo sulla nostra pelle. Compreso il caro energia».

«I costi stanno decollando – sottolinea – e se aumenta il biglietto non guadagnano di più gli operatori e le compagnie, anzi marginano di meno. Allora lo scorso anno abbiamo deciso di “far entrare” i clienti quando desiderano, con la massima flessibilità e senza date fisse. Per me il sistema chiuso – da sabato a sabato – è finito: questa è la chiave fondamentale».

Così come il rispetto per il cliente che si serve dell’advance booking: «Un merito di Domenico Aprea», spiega Diana, che fa due conti: «Nel 2025, al 30 aprile, il network performava il -4%. Ai primi di maggio, con le sole vendite di maggio e giugno, è salito a +7%, quindi +11 in due mesi. I numeri parlano: le strutture che hanno sposato questa idea stanno performando meglio, chi resta al metodo tradizionale sta subendo di più il rallentamento della vendita».

Le piazze che vanno meglio? «La Sardegna: sarà sempre la destinazione trainante, ma stiamo ricevendo anche molto dalla Sicilia e dalla Calabria (per un fatto di pricing, la regione sta recuperando il terreno perduto). Già di per sé una struttura in Sardegna acquisisce un valore di almeno il 30% in più. Il nostro mood? Le strutture devono rispettare un equilibrio economico fondamentale, quindi le prende solo se fanno marginalità».

Un ultimo accenno alla Direttiva pacchetti: «Come sistema Italia stiamo mettendo una pezza a una distorsione a livello europeo. Parliamo di Europa unita, poi però noi abbiamo l’Iva al 22% e la Spagna al 9%».

DONNE E LEADERSHIP

E alla fine un panel tutto rosa. Con un “intruso” di lusso, Leonardo Massa, vice president Southern Europe of the Cruise Division di Msc Group, nel ruolo di moderatore.

Un tema voluto da Massimo Diana: «Ho voluto creare un’idea di manager sotto una visione femminile. Ma dico basta alle quote rosa, che ghettizzano ancora di più le donne. In Ota il 50% delle donne ricopre ruoli apicali».

Obiettivo X donne manager Credit Ladv

Ma essere leader cosa comporta?  «Significa sentire il peso della responsabilità – risponde Paola De Filippo, direttore generale Italia di Reed & Mackay – Creare ai viaggi significa come e dove saper trasportare il passeggero. Si può essere leader senza essere manager, ma saper gestire i momenti di crisi».

«Il leader non è il più forte, ma quello che sa dare la direzione e sa farsi seguire», puntualizza Maria Paola De Rosa, direttore accordi commerciali Fs Treni Turistici Italiani – Il vero leader sa navigare in un mare incerto, deve essere capace di adattarsi, acquisire nuove competenze e creare un clima di fiducia verso di lui».

Per Roberta Billè, Gbta Europe board, «il leader non può essere solo competente e capace, ma visionario e deve saper “ascoltare” mercato ed ecosistema. Inoltre, deve essere in grado di dare e ricever riscontri, imparare dal passato per creare un futuro».

«Dirigere ed essere leader sono due cose diverse – precisa Margherita Sarli, Atp Basilicata – Bisogna ricordarsi sempre i motivi per cui si è stati scelti. Noto sempre panel sulla leadership femminile nel turismo, però non è essere donna che fa la differenza, ma il fatto di essere bravi. E non sempre la managerialità va a braccetto con la competenza».

Circondato da donne, fra un drink e l’altro, Massa chiude la porta di Obiettivo X: «La leadership ce l’hai o no e si testa nei momenti di difficoltà come questo. Il leader ha la capacità di prendere le decisioni, saper scegliere quando il mare è agitato. Ma ancor prima delle competenze conta la passione. Va detto: siamo diventati così inattrattivi che i giovani non ci guardano, proprio perché abbiamo smarrito la capacità di trasmetterla».

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L'Autore

Fabrizio Condò
Fabrizio Condò

Giornalista professionista, innamorato del suo lavoro, appassionato di Storia, Lettura, Cinema, Sport, Turismo e Viaggi. Inviato ai Giochi di Atene 2004

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