Nicolaus-Valtur, Prontera: «Vi presento il Magalogue e Vally»
Ha voglia di parlare delle novità mentre indica il nuovo Magalogue invernale di Valtur, appoggiato sul tavolino. Sara Prontera, direttore marketing e comunicazione del Gruppo Nicolaus, potrebbe anche andare a ruota libera, ma non vede l’ora di raccontare le ultime chicche: «Siamo stati così sintetici – sottolinea – che le abbiamo raccolte tutte nel catalogo “Valtur winter”».
La “copertina” stuzzica: «La prima novità, solo per le persone più attente, è che per la prima volta ci siamo presentati dando un nome alla nostra doppia veste: il nostro stand quest’anno riporta “Valtur hospitality” da un lato e “Nicolaus travel” dall’altro».
E infatti siamo proprio qui, all’interno dello stand che fonde le due anime del gruppo turistico integrato, nella bolgia di Ttg Experience. Intorno un frastuono assordante. Completo scuro, piglio sicuro, orgogliosa cadenza pugliese, Sara si fa sentire eccome e ci porta a spasso nel mondo Nicolaus-Valtur. Presa per mano da Vally. Se volete sapere chi è, seguiteci nel viaggio.
Le tre novità di catalogo
Dov’eravamo rimasti? Ah, sì: alle due anime del Gruppo che a Rimini hanno esibito un unico biglietto da visita. «Esatto – riprende il direttore marketing e comunicazione – La catena alberghiera è una faccia della moneta, che controlla ed eroga il prodotto modello e quello per i nostri ospiti. L’altra è la piattaforma distributiva con Nicolaus Travel, con il nostro prodotto a brand, ma anche con una selezione accuratissima di tipologie di vacanza per tutte le esigenze».

Ma è tempo di sfogliare il catalogo Valtur winter. «Ormai è – osserva Prontera – una sfida che raccogliamo da quattro anni. Le novità sono di tre tipi: una di prodotto, una di format, una di linguaggio».
Il prodotto. «Per la prima volta presentiamo il nostro progetto su Cervinia a 360 gradi. Abbiamo iniziato 4 anni fa con un resort di 211 chiavi. Lo scorso anno abbiamo lanciato, come Valtur, un Mountain Club, un prodotto non ricettivo, ma che porta l’idea di vacanza Valtur nella destinazione. Da novembre 2026 metteremo sul mercato la Valtur Chalet Collection: esordiremo nel segmento luxury con sette unità abitative indipendenti, ma l’ospite può scegliere una vacanza in piena privacy o utilizzare il brand come ponte e di usufruire del’offerta sulla destinazione, tra cui un’area spa di 1.500 mq e l’intrattenimento che mettiamo a disposizione».
Il Gruppo porta sul mercato anche il resto dell’offerta per vacanze di prossimità: «Quindi Mar Rosso e Zanzibar – sottolinea Prontera – All’interno del nostro catalogo winter inseriamo anche i Tour Escape, costruiti su misura dai nostri esperti per il lungo raggio, con qualche chicca in più come gli Escape Moments».
E adesso arriva Vally
La novità principale di format, invece, si chiama Vally, la mascotte ufficiale ideata dal Gruppo Nicolaus per accompagnare il soggiorno dei viaggiatori più piccoli nei suoi villaggi. «Non è una novità banale – ci spiega Sara – Prendersi la responsabilità di creare una mascotte significa parlare al target più delicato dei nostri ospiti».
Vally è una volpe femmina: la scelta deriva dal fatto che deve vivere sia in montagna che in un ambiente costiero. E le volpi lo fanno. «Vally, però, porta anche un messaggio, come fu a suo tempo anche per Nicolino, e per coniarlo ci siamo confrontati con i papà e le mamme che lavorano nella nostra azienda: ebbene, oggi le giovani generazioni devono confrontarsi con un sentimento come l’ansia ed è legato al concetto di prestazione».

Quindi qual è il legame con Vally? «Fa per i bambini quello che noi abbiamo cominciato a fare con Valtur dal 2018 per gli adulti: prende i “palinsesti granitici” e li sbriciola. I piccoli possono scegliere se divertirsi con i loro coetanei all’interno di Valturland o raccogliere conchiglie sulla spiaggia. Non importa. Quello che Vally dice è che l’avventura più bella è “essere se stessi“, sciogliendo qualsiasi attività obbligata di palinsesto».
«Liberando dal concetto di performance i più giovani – nota Prontera – alleggeriamo anche i genitori, che sono sottoposti a una doppia pressione: quella di essere adulti e performanti nella loro vita e con i propri figli».
Il linguaggio delle foto
Ma il Magalogue Valtur è anche il racconto della programmazione invernale attraverso la fotografia d’autore e le illustrazioni: eccola la novità di “linguaggio”.
Al posto delle parole un’inedita operazione incentrata sugli scatti di quattro diversi fotografi, che invitano a osservare i luoghi oltre le immagini consuete.
Eleonora d’Angelo ha visitato Zanzibar, Cosimo Calabrese il Mar Rosso e il duo Michele Pirelli e Paula Luise Detlaf Djerba.
A fare da controcanto le illustrazioni di Andrea Deng, dedicate alle esperienze da vivere nel corso di una vacanza a Cervinia e a quelle dei tour Valtur Escape.
«Negli anni – ha commentato Prontera – è emerso il desiderio di una vacanza fuori dai perimetri abituali, che lasci spazio all’esperienza individuale. Da qui la scelta di raccontare la varietà dell’inverno Valtur spostando il focus editoriale dalle parole d’autore alle immagini d’autore, scattate senza direttive da chi sa cogliere dettagli inconsueti, frutto di un tempo personale vissuto all’interno del nostro format di vacanza».
«Insieme ai dettagli inconsueti degli scatti in libertà abbiamo voluto illustrazioni altrettanto libere, caratterizzate da uno stile molto personale, rivolgendo ad Andrea Deng la stessa domanda che abbiamo rivolto ai fotografi: “Che cosa resta di un viaggio dopo il ritorno?”».
Valtur, una scommessa stravinta
Scommessa stravinta. C’era stata ironia da una parte del mercato quando avete preso Valtur. E ora? «Parlano i numeri, con u tasso di repeater del 25% sulla “nostra” Valtur. Vale la pena ricordare che l’avevamo presa a un’asta fallimentare, in cui c’era soltanto un marchio, al quale avevamo attribuito un equity di oltre 5 milioni di euro. Un valore che confermiamo anche ora senza alcun dubbio. Almeno io non ne ho mai nutriti».
E se guardiamo al 2027 cosa dobbiamo aspettarci? La risposta è uno slogan: «Novità nella continuità. Valtur è un marchio storico, quindi ha dimostrato di avere 50 anni di vita ininterrotta. Nicolaus ha alle spalle 30 anni di storia e dobbiamo avere la capacità di restare fedeli a noi stessi, sia come brand che come realtà, senza perdere di vista un contesto che evolve sempre più velocemente».
«Di concreto dovrebbe arrivare qualcosa di nuovo sempre sul luxury e guarderemo all’open air con grande interesse. Sapendo che arriviamo da un 2025 ottimo, con 173 milioni di fatturato, ma soprattutto con 8,9 milioni di Ebitda, un dato pesante per il nostro settore. Chiuderemo il 2026 con un fatturato di 176 milioni e con tutto quello che è successo non era affatto scontato: è la conferma dello stato di salute di un’azienda sana».
La lingua batte dove il dente duole: la crisi del Golfo: «Come tutti gli operatori – annota Sara – abbiamo dovuto affrontare una metà anno sfidante con alcune mete specifiche più toccate, come il Mar Rosso: la domanda resta altalenante, ma è una destinazione con una grandissima capacità di ripresa e resilienza nel turismo».
Un po’ come Nicolaus Valtur insomma.
Giornalista professionista, innamorato del suo lavoro, appassionato di Storia, Lettura, Cinema, Sport, Turismo e Viaggi. Inviato ai Giochi di Atene 2004
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