Overtourism, la ricetta anti “mordi e fuggi” al FlixTalk

Overtourism, la ricetta anti “mordi e fuggi” al FlixTalk
30 Novembre 12:48 2023 Stampa questo articolo

Limitare l’overtourism e garantire le condizioni per una convivenza armoniosa con le comunità. È la sfida principale per il sistema turismo nell’ottica di una sua sostenibilità – nel 2024 e negli anni successivi – di cui si è discusso lunedì scorso a Milano nella terza edizione di FlixTalk: presenti Martina Rosato, dirigente alla direzione generale valorizzazione e promozione turistica del ministero del Turismo, Livio Gigliuto, presidente esecutivo di Istituto Piepoli, Massimiliano La Rocca, ceo di Lucus, e Andrea Incondi, ad di FlixBus Italia.

Il 2023 ha rappresentato l’anno di grande ripartenza del turismo dopo la pandemia, come evidenziano i dati del Mitur – nel primo semestre nelle strutture ricettive italiane +13% di presenze rispetto al 2022 e fra giugno e agosto oltre 100 milioni di presenze straniere – ma l’incremento ha messo in luce anche le fragilità del patrimonio nazionale e dei suoi equilibri. Durante l’estate molti enti territoriali locali hanno denunciato una situazione di overtourism a scapito della qualità della vita dei residenti.

Rosato ha evidenziato gli effetti nocivi di un turismo incontrollato sulla vivibilità dei luoghi, con riferimento soprattutto ai centri storici di Roma, Firenze e Venezia: ecco una prima ricetta indicata dal Mitur: «Abbiamo previsto interventi per 5 milioni per le grandi città penalizzate dal turismo “mordi e fuggi” per contrastare il fenomeno correlato dell’overtourism. L’obiettivo è garantire un graduale defaticamento degli itinerari tradizionali, a fronte di nuovi percorsi che coinvolgano mete alternative e meno note. Il territorio deve poter gestire il fenomeno e non subirlo: il concetto di sostenibilità, in ultima analisi, riguarda non solo il tema ambientale, ma anche l’impatto economico e sociale sulla cittadinanza».

Gigliuto ha affrontato il fenomeno dell’overtourism in una prospettiva più ampia: oltre al peso determinante del mercato incoming, determinante il ruolo giocato dalla destagionalizzazione: «Gli italiani hanno voglia di vacanza. Già l’estate scorsa ha visto un 10% di viaggiatori in più rispetto al 2022, e, guardando all’anno prossimo, programmano di viaggiare di più nonostante la crisi economica. La progressiva destagionalizzazione dei viaggi, spinta anche dalla ricerca di costi più contenuti, può fornire una prima risposta all’overtourism».

La Rocca, invece, ha sottolineato il ruolo della digitalizzazione nella promozione di luoghi meno conosciuti, al di là degli itinerari di massa: «Attraverso le dirette in live streaming dei nostri Local Expert, vogliamo raccontare i territori più diversi mettendone in luce le particolarità e valorizzando anche destinazioni inedite. In questa visione si inserisce il progetto “Borghi Italiani“, lanciato quest’anno in collaborazione con 300 Local Expert, allo scopo di far conoscere realtà meno note e non presenti nei principali circuiti turistici, ma di sicuro valore culturale, paesaggistico e architettonico».

Incondi ha quindi sottolineato come una rete capillare di collegamenti possa rispondere ad alcune delle principali sfide con cui si confronta il settore dei viaggi: la lotta alle emissioni di Co2, rendendo superfluo l’uso dell’auto. «È necessario ripensare il turismo, incentivando nuove forme di viaggio rispettose dell’ambiente e delle comunità, capaci di tradursi in un indotto per le economie locali. Un’offerta di mobilità collettiva solida e capillare può dare una prima risposta a questa esigenza. Garantendo i collegamenti anche verso città meno note del nostro Paese, vogliamo contribuire a promuovere presidi di valore inaspettato e soddisfare le esigenze di autenticità dei viaggiatori di oggi».

Sì, perché, nel post Covid, anche il pubblico rivendica stili di viaggio più sostenibili. Lo rivela lo studio Cosa ci spinge a viaggiare, svolto per FlixBus dalla società di ricerche Squadrati sui viaggi di Millennials e Generazione Z. Il 33% degli intervistati ha indicato una preferenza per viaggi “formativi” «per scoprire luoghi e città con gli occhi dell’esploratore, non del turista», addirittura il 41% ha indicato di voler «vivere un’esperienza di arricchimento, di crescita personale».

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