Pasqua vista da destra e vista da sinistra, non in ottica politica. Se infatti Confindustria Alberghi conferma la tenuta del settore, secondo Assoturismo Confesercenti pesa il fattore guerra con 200.000 presenze in meno rispetto al 2025, con un lieve calo del -1,3%, in base all’indagine del Centro Studi Turistici di Firenze su un campione di 1.087 imprese italiane della ricettività.
CONFINDUSTRIA ALBERGHI: IL SETTORE TIENE
Pollice in alto, dunque, per Confindustria Alberghi, che osserva. il comparto alberghiero italiano approccia alla Pasqua 2026 manifestando una continuità con quanto osservato negli ultimi mesi. Un mercato, quindi, in “tenuta sostanziale“all’interno di un contesto meno lineare e vivace rispetto alle aspettative. In questo particolare periodo la domanda è stata più prudente. Nonostante le prenotazioni siano arrivate, il ritmo è apparso meno dinamico e i tempi decisionali dei viaggiatori sono risultati sensibilmente più lenti.
“Sebbene il vantaggio accumulato nelle settimane precedenti alla festività si sia in parte assottigliato – si legge nella nota Aica – le disdette sono rimaste entro parametri contenuti e fisiologici, confermando che il fenomeno principale risiede in una maggiore cautela nelle nuove prenotazioni piuttosto che in un aumento delle cancellazioni. Il mercato, dunque, non è fermo ma cresce con minore velocità, muovendosi verso un quadro di stabilità”.
Confindustria Alberghi rileva che “come sempre in questo periodo dell’anno, la componente domestica e il turismo di prossimità si confermano gli asset più stabili e affidabili. Al contrario, la domanda internazionale appare più prudente, risentendo del clima di incertezza, dell’aumento dei costi di viaggio e delle difficoltà legate ai collegamenti aerei, specialmente per i flussi a lungo raggio”.
Nonostante tutto, Aic invita ad avere fiducia: “In questo contesto è importante leggere i segnali del mercato con equilibrio, senza alimentare interpretazioni allarmistiche: l’Italia resta una meta sicura e attrattiva, il settore continua a lavorare e il sistema ha tutte le condizioni per affrontare questa fase con serenità e ottimismo”.
Confindustria Alberghi rileva infine come la performance sia collegata ai “diversi segmenti di mercato e come il rallentamento degli arrivi internazionali sia più sensibile nelle città d’arte, storicamente più gettonate dai turisti d’oltreoceano, mentre le località di mare e montagna seguono dinamiche stagionali. Non a caso, le destinazioni ad alta quota giovano di condizioni meteo favorevoli grazie alla neve caduta copiosa in questi giorni, che contribuisce al prolungamento della stagione, mentre la collocazione anticipata della Pasqua ha limitato la spinta di alcune mete tipicamente legate al turismo primaverile”.
UNA FLESSIONE TARGATA MEDIO ORIENTE
Visione più complessa quella di Assoturismo Confesercenti, come già accennato: 200.000 presenze in meno rispetto al 2025, presenze stimate in 14,1 milioni, ancora una volta gli stranieri trainano il mercato (58,9% del totale), per un totale di 8,3 milioni di pernottamenti (-1,4%), mentre gli italiani sono 5,8 milioni (-1,2%). Le città d’arte, in questa analisi, restano le destinazioni privilegiate.
In sostanza, pur essendo storicamente il volano per la stagione primaverile, quest’anno le festività pasquali risentono del forte clima di instabilità geopolitica. Per tutte le macro-aree italiane è prevista una flessione, con un calo più accentuato nel Sud e Isole (-2,0%) e nel Centro (-1,8%). Per le località di montagna è attesa una sostanziale stabilità dei flussi turistici, grazie ai mercati esteri, mentre le città d’arte si confermano destinazioni trainanti nonostante un calo stimato del -0,8%.
In crescita gli arrivi da Austria, Francia, Germania, Paesi Bassi, Polonia, Svizzera, Rep. Ceca e Ungheria. In flessione Usa, Canada, Australia, Gran Bretagna, Cina, Giappone, India e Corea del Sud. Stabili i turisti del Belgio, Brasile, Spagna e Scandinavia.
«Siamo in una fase di forte incertezza – spiega il presidente di Assoturismo Confesercenti, Vittorio Messina – Il conflitto in corso in Medio Oriente e le conseguenti tensioni internazionali iniziano a far sentire i propri effetti sul turismo italiano. Cancellazioni di voli intercontinentali, aumenti delle tariffe aeree, revoca delle prenotazioni e percezione di insicurezza da parte dei viaggiatori scoraggiano».
«Sotto questo profilo – prosegue Messina – la crisi ha già prodotto effetti negativi per le agenzie di viaggi e per tutto il settore del turismo outgoing, ma i primi contraccolpi iniziano a registrarsi anche sul fronte dell’incoming con il rallentamento dei flussi internazionali e un raffreddamento delle prenotazioni da parte di alcuni importanti mercati extra europei. Eppure, nei primi tre mesi dell’anno, il comparto turistico aveva dimostrato una notevole capacità di adattamento alle oscillazioni dei mercati, nonostante la lieve flessione delle presenze. È necessario un intervento deciso e rapido a sostegno delle imprese dell’intera filiera che si ritrovano a soffrire una condizione di incertezza assoluta».
MA A FIRENZE AFFITTI BREVI IN AUMENTO
Se l’Italia accusa una lieve flessione, Firenze va in controtendenza con gli affitti brevi. «Per il ponte di Pasqua e Pasquetta registriamo un tasso di occupazione degli alloggi brevi del 93%, in aumento di 15 punti percentuali rispetto al 78% dello scorso anno: un dato che conferma come la domanda turistica in città resti solida», sottolinea Lorenzo Fagnoni, presidente di Property Managers Italia e ceo di Apartments Florence.
Per Fagnoni, inoltre, l’andamento del mercato turistico va letto anche considerando l’aumento complessivo dell’offerta ricettiva in città: «Negli ultimi anni sono state aperte nuove strutture, soprattutto alberghiere, che hanno ampliato l’offerta complessiva. Quando aumentano i posti letto disponibili, è normale che la domanda si distribuisca tra più operatori».
«La crescita registrata per la Pasqua 2026 conferma – sottolinea ancora Fagnoni – la buona tenuta del comparto degli affitti brevi, che continua ad attrarre soprattutto famiglie e gruppi in cerca di soluzioni flessibili e spazi più ampi. La vera sfida oggi è leggere i dati nel loro insieme e adattarsi a un mercato che evolve rapidamente. Firenze resta una destinazione forte e attrattiva».


