Estate italiana, Isnart: più prenotazioni per un’impresa su 4

Estate italiana, Isnart: più prenotazioni per un’impresa su 4
27 Maggio 12:45 2026

Sarà una stagione d’oro per l’incoming italiano. Secondo una indagine dell’Isnart per Unioncamere, infatti, un’impresa su 4 registra un aumento delle prenotazioni per luglio e agosto – i due mesi clou dell’high season – con quasi 172 milioni di pernottamenti (+4%) e una domanda internazionale in vistoso rafforzamento, soprattutto da Regno Unito, Stati Uniti e Svizzera.

Pur segnata dall’incertezza derivante dagli effetti della crisi geopolitica a livello internazionale, dunque, il trend delle prenotazioni per l’estate 2026 non desta eccessive preoccupazioni. Le tensioni internazionali stanno, nei fatti, ridisegnando i flussi turistici globali, favorendo quelle destinazioni, come l’Italia, che continuano a essere percepite come sicure e facilmente accessibili.

SI RAFFORZA LA DOMANDA ESTERA

Per il core estivo, luglio-agosto, le previsioni Isnart – che fanno eco alle ultime stime Istat – parlano di oltre 89 milioni di presenze riconducibili alla componente non residente (pari al 52,0% del totale), confermando il ruolo centrale della domanda internazionale nella stagione. In questo scenario, rispetto allo stesso periodo del 2025, si avrebbe una crescita media del +4,6%, sostenuta soprattutto dalla componente estera (+8,3%), mentre la domanda italiana si manterrebbe su livelli sostanzialmente stabili.

A supporto del quadro previsivo, il mercato ricettivo alternativo (l’extra-alberghiero) registra già 9,6 milioni di prenotazioni acquisite, in aumento del 18,4% rispetto agli stessi mesi del 2025 (8,1 milioni). Le prenotazioni già registrate equivalgono al 56,8% del consuntivo estivo 2025, contro il 47,6% rilevato nel 2024, segnalando un rafforzamento dell’anticipo di prenotazione e una stagione che presenta volumi già rilevanti di domanda acquisita.

I dati raccolti dall’inizio dell’anno hanno poi evidenziato un andamento particolarmente positivo, confermato anche nel segmento degli affitti brevi: nel primo trimestre le notti prenotate negli alloggi in locazione raggiungono 8,7 milioni (+7% rispetto allo stesso periodo del 2025 (fonte: piattaforma Stendhal-Unioncamere Isnart, elaborazione su dati database AirDnA)

STABILITÀ NELLA DOMANDA INTERNA

Il 48,7% degli operatori segnala la tenuta delle prenotazioni anche della domanda interna e il 31,8% degli intervistati segnala addirittura un aumento della clientela domestica; in particolare si segnala un consolidamento del mercato di prossimità (sia domestico che europeo, a discapito del long haul).

L’OTTIMO RISCONTRO DELLA PASQUA

Di particolare valore i dati relativi alla Pasqua, monitorati grazie alla location intelligence (analisi del traffico mobile a destinazione), che hanno evidenziato una fisiologica normalizzazione dopo il picco del 2025. Il confronto con lo scorso anno segna una lieve flessione (-3,1%), dovuta in larga parte alla meno favorevole configurazione del calendario dei ponti, mostrando tuttavia una crescita significativa sul 2024 (+13,3%). I maggiori incrementi vengono fatti segnare da Calabria (+32%), Lazio (+31%) e Campania (+19%). 

LE DESTINAZIONI: CONFERMA DEI POLI LEADER

La fotografia dei Comuni con almeno 3.000 visitatori rilevati nella finestra pasquale evidenzia una forte concentrazione su destinazioni consolidate e altamente riconoscibili, coerente con le caratteristiche della vacanza breve: Roma domina il segmento spirituale (1° posto nazionale) e resta centrale anche per quello culturale; Venezia guida il turismo culturale; Livigno si conferma riferimento per il turismo sportivo e il cicloturismo, sostenuto anche dall’effetto Milano-Cortina 2026, con le località coinvolte che registrano una crescita del +14%, trainata soprattutto dalla componente internazionale (+21% rispetto al +16% del dato Italia).

Infine, Assisi, San Giovanni Rotondo, Pompei consolidano il ruolo dei poli religiosi. Accanto ai grandi attrattori, emergono anche alcune destinazioni di prossimità e slow come Bolsena, Garda e Castiglione del Lago; borghi storici e poli culturali, come Urbino, Orvieto e Spello, e centri medi con forte specializzazione di prodotto, come Alba e Montalcino per l’enogastronomia; Sestriere, Selva, Roccaraso,Abetone per l’outdoor.

RINCARI IN TUTTI I SERVIZI

Sul fronte dei prezzi, dalle elaborazioni Isnart e Bmti su dati Istat, continuano a crescere i prezzi dei servizi turistici: ad aprile 2026 ristoranti, bar, pizzerie e simili segnano +3,2% annuo, oltre +10% rispetto a tre anni fa. Anche il comparto ricettivo registra un +1,7% annuo e +13,9% sul 2023, con aumenti più marcati per villaggi vacanze e campeggi (+7,1% su base annua).

Nel commentare questi dati la presidente di Isnart, Loretta Credaro, ha dichiarato: «Per quanto emerge dal primo semestre dell’anno e dalle nostre previsioni sulle presenze verso la stagione estiva, si riscontra una tenuta complessiva del turismo italiano e la “voglia di Italia” trova nella crisi internazionale una spinta ulteriore. Nonostante le preoccupazioni per la dinamica dei prezzi, alimentata dalle tensioni internazionali, le nostre destinazioni beneficiano della capacità di coniugare quasi sempre più “turismi”, offrendo quelle esperienze integrate, qualità dei servizi ed accessibilità in grado di soddisfare la domanda, in particolare quella incoming».

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