Il futuro del travel nei 10 trend RateHawk

Il futuro del travel nei 10 trend RateHawk
26 Giugno 09:16 2026

La distribuzione turistica del prossimo decennio non sarà semplicemente più digitale. Sarà più complessa, più frammentata e, manco a dirlo, profondamente influenzata da social media e intelligenza artificiale. Per gli operatori del settore, la vera sfida non sarà soltanto stare al passo con il cambiamento, ma anticiparlo. È il messaggio che emerge dal nuovo studio “Supercharging travel: 10 trends that will shape the industry over the next decade” realizzato da RateHawk in collaborazione con Phocuswright, pubblicato da PhocusWire. Una vera roadmap delle dieci tendenze chiave che plasmeranno la distribuzione turistica nel prossimo decennio, che vuole essere uno strumento concreto per individuare le strategie necessarie per mantenere competitività e redditività.

«Abbiamo sviluppato questo report come una guida pratica per aiutare le aziende del turismo a orientarsi in un contesto in rapida evoluzione», spiega Astrid Kastberg, managing director di RateHawk. «Analizza i principali cambiamenti che stanno interessando il mercato, dai comportamenti dei viaggiatori all’adozione delle nuove tecnologie, con l’obiettivo di supportare i professionisti del settore nell’identificare le azioni più rilevanti per il futuro».

EVOLUZIONE DEL VIAGGIATORE

Il primo segnale di cambiamento è una domanda sempre più frammentata, che va di pari passo con l’evoluzione del viaggiatore. I turisti di oggi, e ancor più quelli di domani, cercano esperienze personalizzate, costruite attorno a interessi, passioni e stili di vita specifici. Crescono i viaggi multigenerazionali, il turismo del benessere, le destinazioni lontane dalle rotte più battute e il set-jetting. Film e serie tv come The White Lotus o Emily in Paris generano nuove ondate di richieste sempre più segmentate e difficili da intercettare con modelli distributivi tradizionali.

A guidare tutto questo c’è l’influenza dei social media. Secondo il report Phocuswright U.S. Traveler Trends 2025, il 64% dei viaggiatori Gen Z statunitensi ha preso decisioni di viaggio basandosi su contenuti visti sui social. Ma il vero cambiamento in arrivo è la Gen Alpha (i nati dal 2010 in poi) una generazione nativa digitale, abituata a reel, meme e impressioni fulminee. Per i professionisti del travel, ciò significa ampliare il portafoglio prodotti, diversificare i canali di vendita e sviluppare una capacità sempre maggiore di interpretare i dati dei clienti per offrire proposte realmente pertinenti.

IL FATTORE ECONOMICO

Tensioni geopolitiche, instabilità economica, inflazione e crisi regionali stanno modificando i comportamenti di acquisto dei viaggiatori, sempre più sensibili al prezzo. Lo studio evidenzia che pur mantenendo invariato il numero di viaggi, la spesa media annua per viaggio è in calo, soprattutto tra i più giovani.

In questo scenario, il ruolo del professionista del turismo diventa più strategico: aiutare il cliente a trovare il giusto equilibrio tra costo e qualità dell’esperienza. Parallelamente, l’instabilità geopolitica, tra cambiamenti nelle normative, rischi di bancarotta dei fornitori, disruption nei voli, rende essenziale costruire un mix di offerta resiliente e flessibile. In un sondaggio condotto da RateHawk su 1.300 professionisti del settore, il 27% ha indicato i cambiamenti nelle normative di viaggio come la sfida più difficile da gestire, mentre il 23% ha citato l’instabilità finanziaria dei fornitori.

In questo contesto, la capacità di reagire rapidamente alla volatilità del mercato diventa un fattore competitivo decisivo e per gli operatori acquista centralità il concetto di “travel ecosystem”, con una crescente domanda di soluzioni integrate che consentano di gestire in modo fluido tutte le componenti del viaggio.

VELOCITÀ COME IMPERATIVO

Tre dei dieci trend evidenziati dallo studio convergono su un unico messaggio: nel prossimo decennio la velocità di risposta sarà fondamentale.

Sul fronte operativo, il 24% degli intervistati cita le aspettative dei clienti come sfida principale. I viaggiatori, soprattutto i più giovani, sono abituati a risposte immediate. Aspettare 24 ore per una e-mail può sembrare un’eternità nell’era dei chatbot. La risposta passa pertanto dalla consolidazione tecnologica: eliminare i flussi di lavoro frammentati, adottare piattaforme che unifichino ricerca, prenotazione, pagamento e gestione in un unico ambiente.

Fondamentali, secondo il report, saranno infrastrutture tecnologiche solide e connessioni Api affidabili, indispensabili per garantire flessibilità operativa e velocità di risposta.

Ma il trend più dirompente del decennio sarà probabilmente la diffusione dell’intelligenza artificiale agentica. Il 57% degli agenti di viaggio intervistati esprime già una percezione positiva dell’Ai applicata al proprio lavoro. Una quota destinata a crescere con l’evoluzione dei cosiddetti sistemi agentici, capaci di svolgere autonomamente attività operative e ripetitive. I protocolli che renderanno tutto questo possibile sono ancora in costruzione, ma la direzione è tracciata.

Tuttavia, l’adozione su larga scala dell’Ai richiederà una profonda revisione delle infrastrutture tecnologiche aziendali, perché tra Ndc, Api dirette degli hotel e nuovi aggregatori, avere connessioni Api solide, affidabili e scalabili diventerà una precondizione imprescindibile.

DATI E PAGAMENTI

L’adozione dell’Ai agentica richiederà inoltre una maggiore attenzione alla qualità dei dati, mentre il consolidamento dei database in formati standardizzati accessibili ai sistemi autonomi diventeranno prerequisiti essenziali per sfruttare appieno il potenziale delle nuove tecnologie.

Di pari passo, la semplicità del pagamento come esperienza utente, già oggi considerata un fattore di scelta, nei prossimi anni lo sarà ancora di più. Integrare strumenti di prevenzione delle frodi e opzioni di pagamento flessibili potrà trasformare un processo burocratico in un vantaggio competitivo.

IL TOCCO UMANO

E arriviamo all’ultimo trend, il tocco umano, che è forse il più rassicurante. In un’era di automazione crescente, la capacità di stabilire relazioni autentiche con i clienti continuerà a rappresentare il vero valore aggiunto del canale professionale. La possibilità di parlare con un essere umano di cui si fidano è, e sarà sempre più, la ragione principale per cui i viaggiatori si rivolgono a un agente.

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L'Autore

Maria Grazia Casella
Maria Grazia Casella

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