Con oltre 230 milioni di passeggeri l’Italia è il terzo mercato aereo in Europa, grazie al forte impulso del traffico internazionale in entrata che ha determinato cifre record nel nostro incoming turistico e all’aumento di collegamenti con i quali le maggiori compagnie aeree europee, nel 2025 hanno premiato un buon numero di aeroporti nazionali, a partire dal pluridecorato scalo di Fiumicino. Un podio condiviso con il Regno Unito, leader incontrastato da anni e con la Spagna, e davanti a mercati di prima grandezza come Germania e Francia.
È il dato più vistoso dell’ultima edizione del FactBook 2026, l’Osservatorio sul trasporto aereo realizzato dal Centro Iccsai-Transport and Sustainable Mobility dell’Università di Bergamo, illustrato a Roma, alla presenza del presidente di Enac, Pierluigi De Palma e dell’amministratore delegato e direttore generale di Ita Airways, Joerg Eberhart.
Tra l’altro nel nostro Paese il traffico passeggeri continua a crescere a ritmi superiori alla media europea, annoverando un crescente numero di vettori intercontinentali, in particolare statunitensi, che presidiano diversi aeroporti italiani. In questo panorama si distingue Ita, che lo scorso anno ha ridotto il traffico domestico dell’8% concentrandosi sulle rotte long haul, come del resto era nei piani di sviluppo del vettore, entrato a far parte del Gruppo Lufthansa.
AEROPORTI ITALIANI: SERVONO INVESTIMENTI CONCRETI
«Gli scorsi venti anni del trasporto aereo – ha sottolineato Stefano Paleari, membro del Comitato Scientifico del Centro Itsm (Iccsai Transport and Sustainable Mobility) dell’Università di Bergamo – ci hanno regalato una nuova forma di mobilità di massa che ha ampliato le possibilità per tutti e cancellato l’isolamento di interi territori, non solo le isole: si sono aperte nuove dinamiche sociali che solo il mezzo aereo ha consentito, divenendo in molti casi insostituibile, mentre le merci hanno fatto crescere il mondo».
«È nata una nuova forma di mobilità, che si configura come un bene primario per la società – ha proseguito Paleari – e il traffico aereo non è solo un bisogno per tanti, ma è anche sinonimo di pace e di rapporti positivi tra gli Stati e i Continenti. Le prospettive italiane per i prossimi dieci anni, con 100 milioni di passeggeri in più dai 230 di oggi, richiedono immediati investimenti: occorre accorciare i tempi e trovare le condizioni per una loro bancabilità, visto che non gravano sui contribuenti ma sono pagati dagli utenti. Si può agire sulla durata delle concessioni sotto la regia di Enac e del governo, perché si tratta di un bene strategico per il futuro del nostro Paese. La crescita futura dovrà coniugare il tema della sostenibilità con un approccio fondato su dati e non su narrative che, anche se ripetute, non corrispondono alla realtà».
C’è poi l’orizzonte aereo dell’Italia tracciato dal presidente di Enac, Pierluigi Di Palma: «L’obiettivo è arrivare a 305 milioni di passeggeri entro il 2035. È possibile con un sistema Paese più efficace e agile che renda fluidi i farraginosi passaggi burocratici che, evidentemente, frenano le realizzazioni infrastrutturali e gli investimenti sono imprescindibili».
IN EUROPA CRESCITA DEL TRAFFICO 2025 CON IL FRENO A MANO
In generale, comunque, il FactBook ha rilevato una deludente performance del traffico aereo in Europa del 2025 perché la sua crescita si è dimezzata (+4%) rispetto a quella del 2024 (+8%), e sta proseguendo con la stessa lentezza di evoluzione anche nel primo trimestre di quest’anno con un +3,7%.
D’altra parte le cause sono ben conosciute: le crisi geopolitiche in Europa e Medio Oriente e l’instabilità estesa in altri mercati strategici hanno indotto quasi tutte le compagnie aeree a ridimensionare i propri network, ridurre le capacità, commisurare l’offerta posti sulle reali potenzialità dei bacini di traffico.
«È la naturale stabilizzazione del mercato dopo i rimbalzi post Covid, quando il traffico europeo era cresciuto fino al 127,8% – ha commentato Renato Redondi, ricercatore Iccsai – ed è anche l’effetto delle incertezze geopolitiche e dell’andamento dell’economia mondiale».
Tra le curiosità più interessanti del Fact Book Iccsai, la leadership di Londra Heathrow quale aeroporto europeo più trafficato, con un movimento annuo di 84,5 milioni di utenti. Lo scalo di Fiumicino si consolida nel top ranking europeo con 51,3 milioni di passeggeri, mentre Milano Malpensa ricopre la 19esima posizione con 31,4 milioni di passeggeri.
Significative le crescite operative a doppia cifra di altri scali italiani come Bari, Trieste, Lamezia e Pescara. Riguardo poi ai Paesi europei più emergenti circa le performance aeree, spicca la consistente crescita della Polonia, con un +14% di traffico aereo rispetto al 2024, che la pongono come una delle dieci destinazioni aeree più trafficate nel 2025.
DOMINIO LOW COST E AUMENTO DEI VETTORI USA IN ITALIA
Altre rilevazioni di sicuro interesse del FactBook riguardano il dominio incontrastato delle low cost sulle nostre piste: Ryanair da sola registra il maggior volume di traffico in 15 dei 20 maggiori aeroporti del nostro Paese, con un’offerta posti che supera il 50% rispetto alle altre aerolinee. Ci sono poi i primati locali, come quelli della easyJet, che mantiene la sua leadership a Milano Malpensa, Vueling a Firenze e Volotea a Olbia. Così come continua l’espansione di Wizz Air, che sta incrementando basi operative lungo la penisola.
C’è poi la presenza delle compagnie aeree Usa che ha determinato una consistente crescita del traffico aereo internazionale negli scali Italiani: attualmente sono 4 le aerolinee americane che operano nella penisola e nel 2025 si è toccata la cifra record di 37 collegamenti aerei settimanali assicurati tra Italia e Stati Uniti.
Giornalista, esperto di travel industry, docente di Comunicazione turistica. Appassionato di musica e viaggi on the road.
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