Un Manifesto per il sistema-montagna in Europa

Un Manifesto per il sistema-montagna in Europa
24 Aprile 07:00 2026

Più che un sogno è una sfida avvincente quella che Fianet, Fédération Internationale des Associations Nationales d’Exploitants de Téléphériques, presieduta dall’imprenditrice italiana Valeria Ghezzi (già presidente Anef), si è posta per i prossimi anni: un modello europeo di sviluppo omogeneo partendo dall’impiantistica per assicurare alle 1.054 località montane un’offerta turistica sostenibile.

A oggi sono circa 1.900 le aziende funiviarie che operano lungo l’arco alpino e nelle principali destinazioni montane d’Europa, con oltre 82mila dipendenti e un fatturato che lo scorso anno si è attestato sui 7,4 miliardi di euro. Un significativo universo infrastrutturale che nelle stagioni estive e invernali assicura la connettività nelle montagne europee.

Attualmente queste imprese rappresentano la risposta green alle esigenze di sviluppo delle comunità montane, se si tiene conto che la loro attività viene svolta generando lo 0,12% di consumo energetico e lo 0,42% di consumo idrico.

ECOSISTEMI ECONOMICI

Solo riguardo alla stagione invernale, e quindi allo sci e altri sport sulla neve, la valenza degli impianti è innegabile: sono circa due milioni i passaggi sugli impianti fatti registrare dal 20% di quella popolazione europea attiva che scia e che visita una località montana almeno una volta l’anno. Ovviamente la parte del leone viene fatta dalle Alpi, dove lo scorso anno sono state registrate 170mila giornate di sci sul totale europeo di 190mila giornate, vale a dire l’85% di soggiorni bianchi censiti complessivamente nella scorsa stagione invernale.

Valeria Ghezzi uff. stampaA tal proposito Valeria Ghezzi, appena rieletta per la seconda volta presidente Fianet, ci ha sottolineato: «Bisogna considerare che le montagne sono ecosistemi sociali, economici e naturali. E vivere, lavorare ad alta quota durante l’anno è funzionale per questi organismi complessi. Il documento finale della nostra federazione è un impegno omogeneo circa le tematiche da affrontare nei prossimi anni. Dopo aver messo insieme i dati durante il mio primo mandato, ora nel secondo intendo implementare un pressing per favorire un efficace ascolto a Bruxelles e avviare un’azione incisiva per poter affrontare a livello comunitario le difficoltà sul fronte ambientale e tutelare gli interessi del bene-montagna».

INVESTIRE NELLE INFRASTRUTTURE

«Un ecosistema che per funzionare – prosegue – ha necessità di investimenti infrastrutturali importanti, seppure fatti nel dovuto modo e con il dovuto rispetto del patrimonio ambientale in cui abbiamo la fortuna di operare. Un altro settore in cui è importante essere presenti e dove occorre operare con attenzione è quello tecnico. In tale ambito dovremo agire, anche come Anef, di concerto con la Oitaf, l’Organizzazione Internazionale del Trasporto a Fune, ente molto autorevole partecipato da impiantisti, costruttori e autorità di sorveglianza di tutti gli Stati, il cui operato e le cui raccomandazioni già sono molto ascoltate. Nel contempo Fianet continuerà a operare per coordinare le attività nei vari Paesi europei interessati al bene-montagna, attraverso un continuo scambio di informazioni e dati e una costruttiva condivisione di best practice che sono alla base della tutela delle aree montane e attraverso un virtuoso efficientamento degli impianti che assicurano la connettività e la fruibilità delle montagne in inverno e in estate».

NON SOLO INVERNO

Infatti, nel documento 2026 di Fianet che rappresenta una sorta di Manifesto per lo sviluppo sostenibile delle aree montane, si evidenzia che proprio l’uso appropriato degli impianti di risalita nella stagione estiva – oltreché in quella invernale – favorisce tutte le attività outdoor, l’escursionismo e la valorizzazione degli itinerari ad alta quota. La visione condivisa dalle imprese funiviarie europee è orientata verso la definizione di norme per valorizzare le montagne in quanto ecosistemi complessi, garantendo interventi infrastrutturali sostenibili e rispettosi dell’ambiente durante tutto l’anno, e l’adozione di strategie per attrarre investimenti e permettere a questi ecosistemi di competere sui mercati internazionali attraverso il miglioramento tecnologico e, di conseguenza, della sostenibilità.

IL RUOLO CHIAVE DELL’ITALIA

Riguardo al ruolo giocato dall’Italia e dal suo sistema di impiantistica nel panorama europeo dell’offerta montagna, i dati di bilancio 2024 di Lombardia, Valle d’Aosta, del Veneto e delle Province di Trento e Bolzano testimoniano un’eccellenza turistica a tutto tondo, soprattutto dal punto di vista economico: basti pensare che ogni milione di ricavi turistici dei gestori di impianti genera oltre cinque milioni di spesa turistica e un giro d’affari di circa otto milioni.

Per comprendere come il turismo montano sia capace di generare un impatto fiscale significativo a livello locale, basti pensare che per ogni giornata di sci registrata sugli impianti di risalita, il gettito fiscale medio per sciatore è pari a 15,5 euro, per un totale di 548 milioni di euro tra le Regioni, Province e Comuni dell’area montana dei territori analizzati.

Sul fronte degli investimenti, l’ammontare delle risorse finanziarie destinate alla realizzazione o al rinnovamento delle infrastrutture esistenti (impianti, innevamento, mezzi, macchinari, attrezzature e fabbricati, etc.), nel 2024 sono stati spesi 291 milioni di euro (30% Bolzano, 27% Trento, 21% Lombardia, 13% Valle D’Aosta, 9% Veneto), pari al 94% del totale nazionale degli investimenti infrastrutturali.

Un ultimo, importantissimo, dato: è un sistema, quello della montagna italiana, dove operano circa 552mila imprese locali e quasi 1,8 milioni di addetti. Tra i più alti valori occupazionali tra i comparti turistici.

  Articolo "taggato" come:
  Categorie

L'Autore

Andrea Lovelock
Andrea Lovelock

Giornalista, esperto di travel industry, docente di Comunicazione turistica. Appassionato di musica e viaggi on the road.

Guarda altri articoli