LONDRA – L’innovazione tecnologica sta ridefinendo a ritmi serrati il settore del turismo globale. I dati del Global Travel Report presentato al World Travel Market (Wtm) di Londra 2026 da Dave Goodger, managing director Emea di Tourism Economics con cui la kermesse londinese ha realizzato lo studio, confermano quanto già scritto: se da un lato l’intelligenza artificiale è ormai uno strumento imprescindibile per cercare spunti e pianificare itinerari, dall’altro manca ancora un ultimo step di fiducia per affidarle completamente il processo di prenotazione e l’acquisto finale.
Oggi la digitalizzazione delle fasi preliminari del viaggio è una realtà consolidata: il 79% dei viaggiatori utilizza almeno uno strumento digitale per organizzare o prenotare la propria esperienza internazionale. Nella scelta delle fonti impiegate per l’ultimo viaggio, le Ota guidano la classifica col 48%, seguite dai siti di recensioni (37%), dai social media (28%) e dai chatbot basati su Ai (24%).
La crescita dell’uso dell’Ai nella pianificazione è costante: se nel 2024 la quota si attestava al 10%, nel 2025 è salita al 18%, fino a raggiungere il 24% nel 2026. I giovani rappresentano il vero motore di questo cambiamento: chi ha meno di 35 anni ha una probabilità quasi cinque volte superiore di utilizzare l’Ai per trovare l’ispirazione di viaggio rispetto agli utenti over 55. Inoltre, tra i 18 e i 34 anni, il 54% si fida dell’Ai per prenotare, contro appena il 18% della fascia senior.
Il report del Wtm individua confini molto precisi: il 58% dei viaggiatori si fida dell’intelligenza artificiale per confrontare i prezzi; il 53% si fida delle sue raccomandazioni e suggerimenti; solo il 36% è pronto a lasciarle completare in autonomia le prenotazioni.
L’Ai è quindi percepita come un consulente prezioso per l’ispirazione e l’inquadramento del viaggio, ma al momento dell’acquisto finale la maggior parte delle persone preferisce mantenere il controllo diretto, e qui gli operatori devono difendere il loro spazio.
Ma l’efficienza digitale tocca anche l’ambito dell’esperienza aeroportuale e logistica, come sappiamo. Il 59% dei viaggiatori desidera una gestione completa dei servizi sul proprio smartphone e il 63% ritiene che le tecnologie di controllo alle frontiere rendano i tragitti più veloci. La biometria è ormai un pilastro della modernizzazione: il 50% dei passeggeri aerei ha utilizzato sistemi biometrici nell’ultimo viaggio internazionale, e tra questi ben l’85% si dichiara pienamente soddisfatto dell’esperienza.


