Siccità, soluzioni alla crisi delle crociere fluviali

Siccità, soluzioni alla crisi delle crociere fluviali
05 Agosto 13:15 2026

Tutti intorno a una tavola rotonda. Non i cavalieri di Camelot, ma tre ceo del settore viaggi, impegnati a discutere dello stato di salute delle crociere fluviali, che in questo momento storico devono fare conti con i bassi livelli dei fiumi, provocati dal gran clado.

Un problema che abbiamo affrontato nei giorni scorsi su L’Agenzia di Viaggi magazine con i manager di Giver e fra i temi del recente confronto, organizzato dalla Cleveland Research Company, tra Jennifer Tombaugh, ceo di Tauck, Phil Cappelli, ceo di Avoya Network, e Alex Sharpe, ceo di Signature Travel Network.

In particolare, le ultime due settimane – come documenta Travel Weekly – si sono rivelate complesse per le compagnie di crociere fluviali, alle prese con i livelli critici dell’acqua, che hanno causato interruzioni agli itinerari, mentre una nave della Viking si è addirittura incagliata. Un tema che fa il paio con l‘allarme grande caldo lanciato in queste ore anche da Etoa.

I livelli idrometrici di Reno e Danubio, i più critici dal 2018, hanno creato ostacoli logistici per le compagnie. Tuttavia, secondo Tombaugh, queste difficoltà potrebbero diventare una costante, considerando il persistere di condizioni meteorologiche estreme.

«Potrebbero verificarsi delle oscillazioni, ma è probabile che questa situazione estrema persista – ha osservato la ceo di Tauck – Tuttavia, le compagnie di crociere fluviali dispongono di strategie consolidate per offrire alternative agli ospiti quando non è possibile completare l’itinerario previsto».

Altro tema caldo l‘overtourism, finora marginale nel settore grazie alle dimensioni ridotte delle imbarcazioni. Tuttavia, con la crescente popolarità del comparto, la situazione sta cambiando.

Tombaugh, membro del consiglio direttivo della European Tourism Association, ha evidenziato due preoccupazioni principali: le problematiche operative e le lamentele provenienti dalle destinazioni.

Sul fronte operativo, il settore necessita di Capitani altamente qualificati, soprattutto mentre le compagnie adattano i propri itinerari ai bassi livelli dell’acqua. Ci sono inoltre criticità legate al sovraffollamento delle chiuse e alla concorrenza per gli spazi di attracco. Questioni che richiedono tempi lunghi per trovare una soluzione.

Un altro aspetto riguarda le destinazioni. Piccoli borghi suggestivi – mete che attirano i crocieristi fluviali proprio grazie alle loro dimensioni e al loro fascino – stanno iniziando a mostrare una certa ritrosia nei confronti del turismo.

«Si tratta – ha chiarito Tombaugh – di bilanciare gli incentivi economici e le opportunità offerte da questi flussi turistici con la realtà di località molto piccole, che a volte si ritrovano sature di gruppi. Una situazione delicata per le amministrazioni locali».

Nelle ultime settimane, inoltre, è stata rilevata una forte domanda nel segmento del lusso e nelle crociere fluviali. «Dopo le incertezze registrate tra il primo e il secondo trimestre – ha osservato Sharpe – la situazione si è stabilizzata».

Le prenotazioni per le crociere fluviali di Tauck sono aumentate del 15% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e le prospettive per il 2027 sono ancora più incoraggianti: le prenotazioni stanno già registrando un incremento tra il 20% e il 25%.

Questo significa che gli agenti di viaggi hanno l’opportunità di incrementare le vendite rivolgendosi ai crocieristi fluviali, che hanno dimostrato di voler viaggiare anche in un contesto economico e geopolitico incerto.

L'Autore